CL dd LOCANDA

Dramma giocofa «Per Mufica DA RAPPRESENTARSI Nel Carnevale dell’ Anno 1776. NEL NUOVO TEATRO

| MACERATA

DEDICATO AI Merito fingolare dell’ Ilio Sig.

ANTONIO GNUDL

Nobile Patrizio Maceratefe , @ Teforiere Generale della

MARA

a 3 &

- IN LORETO.

MIRI AR AIAR DARA RGADAIDO Per Federico Sartotj Stampati di S.CASA,. Con Approvazione :

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se fa; Lu NO

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TRE a peeerasinani

Mib n

Illuftriffimo Signore

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) S dA Uefa leggiadra ; e paffeggiera Che dal folle Germano fcarta altrove , Lunge dai Lampi del fuo primo-Foco

Pria ch' il Comico focco al piè s' adatti ,

E muova d' Ervia a rallegrar le Scene, Dal tuo gran Genio alto favore implora j Da quel gran Genio , che ti refe illufire 4

E pian ti l'ertos difficil varco S / = Ar AL

D; Soglio deî Monarchi onde il tuo Nome Sal bel calle d' onor tant' alto giunfe

Che di tua chiara fama il nobil grido Empie per cento varti EUROPA intera. Se queffa fida Amante andar fuperba

Può d’ un tu0 (guardo, e d'ungenitlrifeffo, ELvia godrà nel rimirar coffei

Apparir lieta col tuo nome in fronte,

E prender qualità dal tuo gran lume, Come faffofa andò quel , che pronta Te, di FeLsima Auzafa Amore, è Cura, Nel nobil Grembo , fortunata , accolfe . Io, per renderti onor, di ciò, ch'opraî, Se ti moffri, 0 Signor, contento, e pago, Avrò nel generofo atto gentile

1) più bramato guiderdon dell’ opra.

Umilitào, Diviio, Obbito Serrvitore L’Imprefario . si

PRI.

PRIMO BALLO. IL Lavéro ‘a tempo

SECONDO BALLO. Lo Spofo burlato.

Inventore e | Direttore de’ balli . IH Sig. Giuleppe Cui di Firenze. Efeguiti dalli : PRIMO UOMO PRIMA DONNA + 2 Sig. Giufeppe Cui fud- Sig. Antonio Gianfa- a detto. nelli di Firenze. SR

Py.Grottef. Sig, Loren- Sig. Lilgabens di Li-

zo Reftani di Fini vor Sec.Grottef. Sig. Pietro;Sig

Fiorelli di ] iren e.

i, Gaetano Gui di - Firenze E

Figuran ti. : 3

Sig. Ignazio Boari di Sig; Pie tro | Cacciatori =

Macerata. >< di Macerata .. | 9

Sig. Vincenzo’ Ceppi! Sig. Giufeppe Pieri ui = i di M poets “li Macerata - Sig N. N. Sig. N. N. Sig: N. Ni | Sig. NIN.

MUTAZIONI DI SCENE. ATTO PRIMO. Pi NZZA. di v'è fi ituata una, Locanda con - Loggia; €, “ogtone praticabile. > _ Camera nell a Locanda, sr STRA ATTO SECONDO. < fica: come fopra. > a Sata ben-adobbata..«i«/ | | - = ATTO: TERZO. Causa, come: fopsa. ao

val. Giuf: ppe eri di Macerata A 3 AT-

6 SE GUERINA Amante di Riccardo, . «x «I Sig. Angeto Maria Pioni Virtuofo della-Cappella d'Urbino.

ARSENITO Mercante di Ritonto, ©“ Il Sig. Sinibaldo Duelli Virtuofo della Cappella di Loreto. RICCARDO Amante di Guerina:; 1) Sig. Giovanni Cataldi Fabri : Virtuofo della Cappella‘ d' Ancona. MARINETTA Locandiera .. Il Sig. Gafpare Manzetti. VALERIO Marito di Rofanra. = 1) Sig. Domenico Alfani Virtuofo della Cappella d' Apiro. ROSAURA Moglie di Valerio, Il Sig. Andrea Campana. IL GUARITORE. < 1 Sig. Volunnio:Durelli. ‘La Scena fi finge in Napoli. <LA MUSICA 5 _E' del Sig Giufeppe Gazzaniga Maeftro ‘n° ____— di Gappella- Napolitano... - I) Vefiario dell'Opera ; e Balli farà di Sw _ricca', e vaga invenzione del Sig: ‘Andrea Fabrini di Firenze. EB Rd }-"F E N T A. T Utto ciò,che nonè conforme ai fentimenti di noffra Religione, è puro fcherzo di Poesìa. :IMPRIMATUR. Fr.Erneft.Galanti O.P.Pro-Vicar.S.Offic.Lanr. gi VIDIT. _Canonic.J. A. Leonori Vic. Gener. pro Illo , @ Ré0 Dio Epifc. Lauret. & sia

Piazzetta dov'è fitnata una Locanda con Loggia, e Portone praticabile» Valerio je Rofaura fiando fopra la Loggia, poi Marinetta dal portone , indi il Sig. Arfenio e Guerina , che fopraggiun-

gono in un Caleffe . ;

Rof. « B EL piacer fu quefta Loggia

Val. Goder l’aria un-pò frelchetta!

Bella vifta che diletta !

Buon Albergo in verità. .

( Ffente battere la sferza come

(fanno i vetturini .

Mar. Accorrete, mon tardate, Camerieri fiate lefti._ Foreftieri faran quefti ,

Che verranno alloggiar qua. ° (J5 fente a battere come fopra.

Venganpur, vengano avanti:

Chi fta bene di contanti

Ben trattato reftera.. - —.

i -(fopraggiunge il Caleffe dal quale ° (/montano Guerino, cd Arfenio. Val. omo, Donna... Spofa, o Spofo: Rof.. Come voi s'egli è gelofo, ‘Fa pur male di viaggiar. -

Ar Quà, all’infegna del Falcone,

- Ho fiffato d’alloggiar.

Mar. Entri pure mio, Padrone,

À 4 Lei

St Qu LS è»

gs A-SEST = Lei non ha chea comandar. Tutti. Per ogni perfona Pi Alb:rgo migliore, 5 Locanda più buona —— __Non puoffi trovar. (Vale Rof.firitira: Aff. Siete voi, s io non erro, La Locandiera? Mar. Appunto a fuoi comandi, «Arf. Avete molta gente ?: Mar. Ho due foli al prefente. Ehi; Fabrizio; una ftanza = Aprite tofto a quefti miei Signori. As. Una ftanza che fia delle migliori; Entriamo. (a Guer.edentranella Locand. Guer. Entriamo pur. (E la cagione Sapere ancor non pofio, = Per cui qua mi conduce il mio Fratello, Oh quanto è ftrano mai quel fuo cervello !) 43 sol (entra nella Locanda. SCENA 31 = Marinetta, indi Riccardo feguitato da un Facchino con valigia in palla. ar. NYO N s uno, © due letti > N Vorran quefti Signori. Andrò a Per poterli fervir. = ( vedere Ric, Fa prefto; andiamo: Cammina. E’ qua il Falcone? - Mar. Signore. Ed io fon la Locandiera. Ric. Ho piacere. Sentite: avrefte in-cafa Uomo; e Donna alloggiati 3 ‘Sol da poco arrivati?.

Mar. Signore. Le Scale

Salite appena avranno. Ric. (Eh; che il fofpetto mio nonèunine

+ “Prefto una Stanza anch'io (ganno.)

Bramo nel voftro Albergo. Una Stanza vi dico? Cla i ee

PRIMO. 9

O bene, o mal fornita a me. non cale, Entriam fenza tardar , montiamle fcale. Mar. Pian piano Signorin . Ponno le Stanze,

Effer forie impedice.

; Ric. Mi bafta anche una picciola Stanzina . Dormirò nel. ranajo, ed in cucina, È

© Pagherò tutto quel, Signora Locandiera , - Son galantuomo. Guardatemi alla ciera. Mar. Via, via vi fervitò, Ma quella ciera, Quella {mania così che dimoftrate, Mi: difcopre allai più, che non pi _ Signorino a parlar lchietto, Qual voi fiete unca;

‘che voi volere,

‘atto infino a quì, ggo in queflo cafo, Che venite a darci il nafo: E per certo io ci fcommetto Ghe non fallo a dir così, —— Povero Gioviné! © Via parlate: Voi fofpirate © © “La notte; e il di. (parte.

AVERE ILL, E Ricardo fl E BR troppo, che coftei tutto indovina: CI Ma, ch Dio! la mia Guerina °° . Senza darmene avvifo, | Perchè così è partita all’ improvvifo Cofa penfar non :fon tuttoin _ Son d'ogni bene privo; —— —. Se a favellar con lei qua non

_30 ATTO Si SCENA IV. i Camera nella Locanda. = i pere , edit Signor «Arfenio D

Guer. A per quale ragione {vifo ? Farmi partir di Cafa all improve. Perche a Napoli mai, fratello mio, _ voler che feco. voi ne venga anch'io Arf. Tutto faprai. Guerina, offerva cato ine?” abito , il cappello, i maficherti, La perrucca , "le (carpe, il portamento» | Che ti par? non. vializol 1 e Un qualche Cavalieré Qleramontano i Guer. Bene... Ce Arf. Parla. . Guer. Sembrate un Ciarlatano . Arf. Uh ragazza / fi vede, ; Che folo di bambocci hai cognizione» Guer. Ma perche il perruccone? Perché queflo vellito ? A cafa noftra Cialcuno riderebbe. A Affe Tembrate

da vece di Mercant _ > Un Buffon. un Comediante - | dp ceo

VT SE

od NO

"Con. codefta ignoranza ... O:sù m' afcolta. | Tufaigià, che morendo-no ftro padres Lafciò nel teftamento»

Che infin ch'io ti mariti,

do Viver tu debba fempre ame cbbedicate. # È I pain Bene. Al prefente,. = = da; Come in palfato ancor, al mio volere sa Tu devi raffegnarti ,

+ Perchè fappi , che alfio vo' maritarti. _. Guer. Fd io vi ’ubbidirò . 5 una TA Brava! —_—. Ger. Ma? piano Volete maritarmi ?...

Perchè dunque a. Bitonto non lafciarmi Arf

P.R I M 0. rI Arf. A Bitonto! Eh, non fai, cara Guerina,

Che quefta mia teftina, anzi teltaccia,

Volge in fe una cofaccia

Degna d'un Ciceron. lo vo'un cognato

Nobile titolato. È

Ed ecco la ragione.

Perchè qua ti condufli:

Perchè in quefto paele; (fe,

Benchè Mercante, io ti darò a un Marche Guer. Ad un Marchefe! { vimè ) Ma perdo-

Quefta voftra intenzione (nate...

Perchè non dirla almen tre meliavanti. Arf. Noh ferve i ora te’! dica... E che cos'

Che mefta mi guardi ? - (hai, Guer. Adelfo in verità ,ch'& troppo tardi. Arf. Troppo tardi? perchè ?

Guer. Perchè , Signore,

Ad un'altro impegnato è già il mio core. Arf. Adun'altro!chefentofio relto eftatico! Gaer. E' di già più d'un mefe,

Che un giovinetto Bitontin mi accefe. Arf. Bitontino ! nò, nò: certo no "voglio. Guer. M'ama anch'egli fapete ! e di {pofarci

Abbiamo ftabilito: anzi per fegno,

Ecco mi diede il fuo Ritratto in pegno.

(cava dalla faccocia un Ritrat.per farlo ve-

dere al Sig Arf.quale glie lo frappa di mano. Ar. Ah, sficciara, pettezola!...

Non sò, chi mi trattenga,

Chio non ti dia un ceffone,

AI diavolo fen vada il mafcalzone.

“5 . (getta il Ritratto. Guer. ; per pietà. (volendolo trattenere. virf. Via, temeraria; fciocca,

Più non aprir la bocca. = È

Ritirati, e difponti ad ubbidirmi..

Altrimenti, altrimenti... © Guer. Lo farei, ve lo attefto :

Ma; fratel mio , io non hocolpa in queto. A 6 Ben

‘2 ATTO Ben veftito, graziofetto, —, Pafsò un fotto i balconi Quefto vago giovinetro ; Ein paffar mi falutò. © = - To gli dico: padron mio: 4, Ei mi guarda: dice, addio? —— E nel dirlo fofpirò. 32 5 Io penfando che abbia male, Prefto fcendo allor le fcale ; Gome vuol la carità. ——— 5 - Ma pigliata per la mano, Ei mi diffe piano, piano. Certe cofe belle, e belle a <a i Ah? fratello, furon quelle? SA Certa fmania da quell'ora

Certo foco mi divora, ;

Che arrabbiata ognor mi fa. (parte

on-fu: cer

*d i ho «n [ari Di [el S ta* O I ® fem ‘e = Da De (eni dI Do D o Pi p Una (©) na; METRO ROTA

‘partes 3 ver Rofaura poi Valerio . a Rof. G Ran tormento è un marito i; Che fente gelosia ( f accorge del: Ritratto je loprende da terra.

=. Ma qual galanterra = | _ ( l'offerva, «Un Ritratto! ... Oh belliffimal i; Vah ( Eccola fuor di camera «++»

PRIMO. 23 Ma che cos'ella ha in mano! ss. Se le avvicina dietro le (palle + Un Ritratto 2... Che fofle FI Quello del Cicisbeo ? ) % Rof. Voglio andario a ripor. Se mio marito D'umor gelofo, eftrano .. (vmo/partire.

Val. Dove andate, e.che avete in quella ma-

Rof.Unagalanterìa che horitrovata.( no? Val. Una donna fortunata! © i: Favorifca . . Rof. Perchè ? SF sa i Vai. Quella galanterìa la vo per me. Ro/. Quefta galanterìa «PLACE Finchè trovo il padronedev'effer mia. Val. Dev! ri l’averò per forza + PRI _ aferrandola + Lafciatela, vi dico. : Rof. Che impertinenza è quefta! Val. Latciatela ,ovirompo ororlatelta. glie lo frappa di mano +

‘Rof. Che villano trattar!

Vai. E? più malfatto. | Il cuftodir d'un Cicisbeo il Ritratto:. Rof. Al pezzo! lo ben conolco .. > Che il voftro umor vi acccieca oltre ogni che non fiete degno ( fegno: Della moglie che avete. i ; Quel Ritratto il trovai per ‘accidente, E fedel io vi fon, ed innocente.

SCENA. VIL ta

Valerio; poi Riccagdo». si

Val. I Nnocente sì, sì. Tornati a cafa Che la difcorreremo, lo voglio uf

Veder fe conofceffi almen coftui, (poco

; Che mettermi prefume, _ ;> Sal cappello le-piume. (i mette ad offer iu. < (1 Ritratto.

Ric.

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Pi

14 ATTO Ric. Guerina non fi vede io fon'in pene... Godefto foreftiere “(fe gli accoffa. Ricercherò .. Signore... affai diltratto... E' contempla un Ritratto... Ma veggo! oppur traveggo ?... Oimè! mi Quello il Ritratto appunto; ( pare Ch'io donai a Guerina . Fal. E fenz' altro farò qualche rovina. = ( per partire. Ric. Mi perdoni Signor... (trattenendolo. Wal. Servo umiliffimo. Ric: Compatite ... Val. Che avete?

*Ric. Ah!... Mi vien male. ‘Wal. Ma il Medico io non fon, lo Speziale..

_ © Servitor fuo. ( per partire.

Ric. Vi prego. ( trattenendolo. Ditemi; quel Ritratto

Come Signor, fi trova in voffra mano ?

‘Pal: Quefto Ritratto! ( oh bella! )

torna di nuovo a confrontarlo offer= } vando la faccia di Riccardo .

Ric. ( pur troppo ch'è quello. )

Wal. Ora capifco Signorin mio bello, L'original voi fiete?... .ahcolpettone! Imparate, fe mai 5 Nota non v'è la cofa,

Che quella, a cui lo defte è la mialSpofa. da ; per partire +

Ric. Piano... La Spofa voftra È Queila ‘a cui l'ho donato: A

Val. Spota, arcifpofa . E fate che di regola Vi ferva un tale avvifo.

Ric. ( Qual fulmine improvvifo! )

Ma come Spofa voftra

Val. O queita è buona ?

I teltimonj quì deggio chiamarvi; E il contratto di nozze anche moftrarvi ? Ric. Bafta non più.... fcufate.

3 PRIMO. 399 ‘AN! fe il tutto fapefte, » So che pietade avrefte Voi quantunque marito D'un amante fedel così tradito.

Parto non dubitate, Vado.... ma non, fo dorsara In pace voi.reftate, A pianger vado altrove... La mia infelicità, Dite alla Spofa voftra: , non le dire nientee Ma vengo già farente # Già fento nel cervello .—» «L jpcneine, detmelie» Sage

sc ENA VIILO Valerio, poi Guerina dro > Val. H da Napoli certo . O. Vo domani partir. Guer. Signor , di grazia sata ; ( E' quello il mio Riccardo . Sicuramente. ) Ditemi vi prego: Conofcete voi quello È Ch'ora di qua è partito? i ON 275 «Eh, ‘Signorina i i | Non fon io quello, già lo conofee, Ma bensì la mia Spofa. Guer. La voftraSpofa! bene ie me lo dite Con tanta aiitazione 2 Val. Mi par d'aver ragione . E' quel zerbino Up crifto, è. mal: ndrino., Che colla Al glie mia, diggià ho (gperto, Mantien icgreti amori, e ne fon certo. À Guer. her vedtra apsie ed è poffibil quefto: sE vene Le accor da Val. Ohc così che don fede! o foffeei paro È

Non fon cieco; non fon matto, Ho fcoperto. tutto il fatto; Son un povero matito ,. . Nell’onore fon tradito; -Nonfi.trova nelle Donne «Vero amore, fedelta 3 E' una favola, un’ inezia; Son Penelope s.@ Lucrezia; Che inventò l'antichità. :

SCENA IX

Guerina, poi il Sig. Arfenio . Guer. He cofa ho mai fentito?. “* Ah Riccardo briccon così mi Goò tradir, ingrato, .... . (tratti, n innocente cor, che t'amaltanto !" Perfido ;va...ma più non:freno il pianto. 7 «Di quefto pianto mio,

E Chi non avria pietà? = Amarlo di buon. core ssati Giurarmi Sannio: amore,

2% pis trattarmi, Idio

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| Di Di eat mi Chi non avria pietà a ffrf. Come Guerina qui! cos'hai che piangi . Parla: Guer. Fra me penfando ;. . » «Che nofiro padre è morto, a E che pel teftamento. 2A - Lafciò ch’ io debba a voi fempre ubbidire : - Ioio che arrabbiar vi feci, or ne ho dolore, Perchè offefi in tal modo il genitore. Ar. Brava: così va bene. ( Imparate ragazze . ) Guer. A voi pertanto Ghiedo perdon di tutto quel che ho fatto: - E fon pronta ad ubbidirvi, io vel prometto» ,

PRIMO. > SERI Ar. Dunque fei pronta ad accettarlo Spofo, Ch'io ti darò,

Guer. Prontiffima: - Anzi fe voi mi amate, : Vi prego, che affretriate = Le nozze a me propofte... - - «© Venga pur qual fi fia : quefto mioSpofo ; ‘Lo piglierò. ( Riccardo traditore; Si vendica così quefto mio core, ) parte

SCENA X.

a Il Sig. Arfenio , poî Marineita, Choi Ar. O 1 qual inafpettato cambiamento £ Ghe mi rende contento, . Eh Guerina è una Figlia . Di zucchero, di miele. Io certo voglio 5 «Che tu vada in Carrozza a tiro a fei. O chi non è Signor, non è per lei. Mar. Signor, vengo-a vedere. .- . Qual’ ora per la tavola comanda. vir/. Quefto non fi domanda. All’ora dei Signori... Ma fentite, Signora Marinetta, «Avete voi veduta mia Sorella ?. Mar. Signor, l’ho veduta. | «4rf. In confidenza, a _ Ditemi., che vi par di fua prefenza?- Mar. Davvet mi fembra bella; «Arf. Capperi. Il fangue nobile Non fe gli vede in faccia?

Mar. Signore. " A;

Ar/. Di virtù... oh di virtù... Guerina poisw perfin in latino > : Con quel nome fi chiamail pane ; eil vino,

Mar; Brava davvero! AT

sArf.Udite ong co sola Quaranta mille feudi ella ha di dote, E darle Marito. —.

i Mar.

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iii e i O n ia A A e ii O TINI in ei

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28 ATTO. È - Mar. Nonle potra mancare un buon partito. «Arf. Sì; ma voglio che fia di condizione ;- Cioè Marchefe , Conte , oppur Barone... = Sentite in fegretezza (accoffand. all'orech.

Se voi, ma con deftrezza; Sapefte ritrovarlo. - Un partito, che fia qual m'intendete, Cento belli Zecchini in dono avrete! © Mar. Bafta così. Con un bel fcongiuro, => Siglo sio v'afficuro, _ Che di tutto farò per ben fervirvi. Arf. Davvert = -— "=" © Mar. Non dubitate. : “ade Ora per voftra regola afcoltate + —— Quì fi trova ( dir dovete ) ù Una Figlia che innamora ,. P 7 «Che nel fronte tien |’ Aurora, Che negl’occhi ha il Dio d’ amor. Suo Fratello ( poi direte ) un talento fopraffino, + "Che ad Orlando Pa!:dino * “Non-la cede nel valor. __—Pian fentite,-e non partite de 4 “C'è da dir qual cola ancor. Voi la dote la fapete ? Ma non bafta quefto qua . -_—_ Vo per patto nel contratto Le Garrozze , ed i Staffieri, a Cameriere, e Camerieri, _ < Paggi , e Cuochi....fete , giuochi , E di più, che l’Illuftrifimo 3 AI Fratello fi darà». ( part

SCENA XI.

È Marinetta fola. Si Bbaftanza ho capito.

LC

i Che eotefto Signore è gia impazzit La fecondar convien la fua paio

se

-PRIMO. n 49 Per tentare; fe a cafo n Guadagnar io potefli ne Quefti cento Zecchini a me promeffi.

È parife SCENA XII. Su Riccardo ; poi Guerina.

Ric. QI partir io deggio, e partit fubîto. Sen vada alla malora anche Guerina Infedele,fpergiura, ed afaffina. (per partire Ma quì da lei mi trovo Ingannato tradito, è partirò a Senza nemmen rimproverarl i Trifta patetichetta _ _— Tn te chi mai chi mai chi mai creduto Avria Tanta malizia, e tanta furberìa. 5’ appoggia penfierofo ad una fedis» Guer. Chi avrebbe mai penfato se Ghe Riccardo potefle effermi ingrato? Traditore £ ogni di ati Giurar d'amarmi , e poi trattar così £ appoggia ad unafedia dall'altra parte penfe Ric. Oh poteffi vederla! Guer. Poteffi almen parlargli una fol volta s Ric. Ingiuriarla, partir. Guer. Rimproverarlo Del uero tradimento. Ric. Per altro-è una gran pena / (Sofpira. Guer. E' un gran tormento! (fa lo fieffo è Ric. ( Ma Guerlna! ) { avvedendofi. Guer. ( Riccardo!) . Ric. ( Ah! quefto è il tempo...) SES cnage fi difacca dalla fedia per parlare . Guer.(Quefto è il punto .+.) Mach Dio £ Ric. Ma cime!... (fa lo Ref va a federe, G ser.Lo fdegno mio(fa /o feffo dall'altra pare Gia fento propriamente. Che mi ftringe la gola vi Ric. L'ira per in mi toglie ogni parola. È far F

n

ve CAT FINALE.

> aa carlarmi non ardifce , . (//evano. | Ma SAP di

perc » +Marinetta, e detti.» A : Mar. Tavola rotonda © x Wci. =

ta Ghi ha da MARIA adeffo;' © ch'io, | di

i Lor

A quefta fervo anc Trattengafi pur qua.

3 Gi E chi nelle fue ftanze

+ . Ha di mangiar piacere, FR i Son lefte fe pietanze, 00 + -_ Servito or or fa

_S RPIRAA

Mar. 5 “Li Commenfali fono asriy ti.

SR)

Mo. . at. Trete ha la. beccaccia 7 Che me ne accorgo già .). (parte; Vada con la fua bella -

Lei con lo Spofo. amabile : Pa:

(ansie 135; n we a mio frate qua. ls a Nonpoffo. Cargo oa (nelp vari on poffo almen sfogarmi ... 9 (Che rabbia , che difpetto! .

- Che pena che, ami da.) (fritir.

cpl

. of. La tavola rotonda 5 Ca s Di mangiar fifato ho anch ig Li E Guerina al fianco mio ; > z

- Sarà ben ch'io faccia ftar.

| Perchè gl’ altri, che bella

| Vederanno mia Sorella, DEE a Quà per Napoli la fama pet z Trefo aflai faran volar.

y Eh, per fare il mio dovere... fa Non cccor (4 due) (Bata così.

ia da

aa con. #3 tes ® : È

. Finchè devo DE St, - - vIr/; Padron caro., | (fileva il cappello; = Ri Val. Mio Signore. ©. (efa lo fefo, ci Ar/. Di ftar feco aviò l onore, S<-- 3 Val. Onor mio. ; den Di pf. Molto obbligato È = È ei Signore è titolato? SE 4

al. Quale ricerca a un foraftiere. = 1

ori, a tavola zo chiamati A

e TO

se KTT-O--- È | Altro non manca, che di feder. (parte: Arf. Prefto Guerina. Guer. Cofa_volete ? Arf. Andiamoa tavola.Quefta vedete(a Vai. E’ mia Sorella. ì Fal, Ne-ho gran piacer». | __ «Arf. Prefto congarbo la riverenza «(aGHer Oh ne fate per eccellenza! LIS Guer-(Ah! mio fratello mi fa arroffir.) ; ( Ani 3 su per partire’ opraggiunge Rojanra Bo/. Sola ch” esa ele fanza, Signor marito non è creanza: _. Quefto una moglie non dee foffrir. Wal. Dove venite? prefto partite. |. Rof. Dove voi fiete vo' anch’ io mangiar. e a è Seilconcedete ben può ‘reftar. Ric. Anch'io voglio effere della partit ; Così alla bella coppia gradita | Di core un brindifi ben potrò far» Val. Ora capifco,.- - ©« —. Ben mi flupilco.». Signor.zerbino;- —— Moglie imprudente Quì fra la gente Qualche gran diavolo Sì, che farò.

Ric.. Lei voftra Moglie! (aVal Rof. . Ma qual pazzia i. Rie. Non me ne curo ,

Non fe chi fias ___.-;° Tutti. (Che ftrano imbroglio ! Che .fcena è quefta! Dove ho la tefta , Quì più non sò. ) Val. Ma quefto Ritratto? _, (cava di faccoccia il Ritratto +

ice “Ad altra il donai. Ric \ T Rol:

PRIMO. 33

Rof. Io quà lo trovai.

Di più non dir. i (Che afcolto! che fento!) Goer. 2 (O qual inganno!

ie. E*Che doglia, che affanno!

Mi fento oriney ( il Sig. Arfenio a foRenere (Guer., e Val. fofiene Ric.

|

Arf Guerina, Guerina; | Cos'hai poverina. al Amico, fcufate... Che avete ? parlate, ; dea a Lafciatemi far. rom bi: Saranno li vermini... al. Sara l'emicrania...

(ir. Dell’acqua, dell’acqua... Guer.,, (Che pena! che fmania 251 ic Lafciatemi andar. = #ttî. Non sò'più dove mi fia, Non intendo y non capifco..» Mi confondo , ed impazzifco» Non cola giudicar.

Fine dell Atto Primo.

AT.

E TRA RI: |

Valerio, Riccardo Rofaura ,@ Marineita.

Non fon'io finalmente irragione» “Per non capir l'equivoco. vole Ecco il voftro Ritratto a voi io rendo. Fatene voi qual ufo più vi piace. E con voi cara Moglie, io torno in pace. Ric. Vi ringrazio di cor. Rof. Son confolata + è E Mar. Per verità la'cofa era imbrogliata. Mi difpiaceva affai = Che nella mia Locanda. Si facefle da voi qualche fuffurro, Chi del vero è all’ ofcuro Avrebbe giudicato _ Che io foffi la mezzana in tal mercato» Rof. E di me fenza colpa a Giudicato fi avria , : = -, Che foffi una cattiva mercanzia . Val. Non fe ne parli più . Veggo abbaftanza, Che fiete un galantuomo. Voglio fe lo gradite effervi amico Per potervi fervir. Ric. Voi mi onorate. Val. Abbracciamoci infieme + Ric. In ogn° incontro Corrifpofto farete. Amico , su” 3 a

Val. O Rsù , tutto ho capito ;

SECONDO. 35 ( Ola trovar vorrei = Guerina in libertà nella fua ftanza.... Ah! no tradifca amor la mia fperanza:...) parte . SCENA IL Valerio, Rofaura, e Marinetta .

Val por di cafa anch'io vado

: Voi per altro potrete «.. (a Rof. Star nella voftra camera ferrata: Penfate , :che alloggiata fiete in una

Lecanda , È Dovechiva,e chi viene, ftando efpofta Ag occhi della gente —_ ——. Ss Sempre fi dee temer-qualche accidente . . cn Sere 6 parte.

Rof. A non pigliar marito Signora Marinetta! lo che ancor Giov:inetta = L'ho voluto pigliar ve lo ‘confeffo,

Saria bello il maritarfi Se ogni ‘Donna che ha marito Quando il mefe è già finito Lo poteffe ‘barattar? ©

Se poi torto , fe le piace

è Seguitar con quello in pace Finchè fappia farfi amar:

Ma ci fcommetto {e ciò fr daffe Che fe raluna due mefì ftaffe , Il terzo-fubito vorria ‘cangiare

E E (parte. Marinetta Sola. I par che dica bene: Ma qui penfar conviene -

Alli cento Zecchini . In qualche modo Li voglio guadagnar Spargerò sare “£ i

Che ho dovuto pentirmi il giorno appreffo,

Pi

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BAIE ENGPIRAI ACIROVI. sl LA

io pero == che affamato Valiero. (parte 3

e cuni: 3

i -

dn 2 ora che

PTT

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Ric. Ma almen pi S - GueriNò: ch'è meglio “ch'i io è rvi non poflo, i #1 D Lalciacemi,pareite; ca

Sade

ere gli piace io (polari; ; rmi fenz’onta, or non pottei. _Ric-Quefto avete voi fatto! ah; cruda! ah, tritato = : Perchè. invece. di-dirmelo n —MNon mi avete piuttofto in mezzo ‘al core no flillo cacciato *,.. # Vado. vado a morir da difperato. (per part. Guer. Riccardot> -—- —_ Ric. Che cercate? : Guer. A morir ve ne andéte? = Ric. Sì, poiché lo volete. Sa Ger. lo lo voglio ! ; - Ric. Sì, voi, == Guer. Pazzo voi fiete. e: Ric.

SE GO-N D o.

Ric. None un voler ch'io Li dirmi quel che mi

Guer. Eh, no. - Sentite : In forza della mi: fatal promef {

-Difponer di me fteff:

Ma potete be

Anzi di più vi. Pra > = 3 - Chefeayvien mai, che sa Per il dolor profondo Cass - «Me ne andrò in pochi gi 2 l’altro MG; =

ep di mare tempeftoto

Mo rirò dal dolor... Tutto fi tenti mia vita , ben mio, Tutto farò. .. Ma oh Di

fpo Mon suole altro Cognata Che un Signor titolato! Val. Amico io vi credeva “Fuori di cafa ufcito E-quì mefto. Ric. difperato fo = Vul. Difperato, perchè ? n= Ric. Perchè è impoffibile . - Che Guerina fia mia. Girpoel! Io vi dovrei fcoprir quanto Già dalla Locandiera avete. intefo na Qual Spofo le procuri ©’ Ba u

| QETTZZZE IZ IT aa

. "28 ATTO

(== Il pazzo fuo Fratello: ora è obbligata < Dei la parola data

Di fare il fuo voler; ed io pertanto, 3 E = Che Marchefe non fon, Conte, o Barone, i 4 Ridotto fono alla difperazione..

F Wal. Bene. Fingete di efferlo.

Ric. Ma come? Son conofciuto , e poi la ici Che di cento Zecchini ha la DIOR ; Val. La Locandiera ifteffa se ‘Facendole maggior efibizione ; i—s —"Gii-sa5 chisai ci I “Ric. Non capifco, <a 3 ; i Val. Io voglio, “AES è A. Che Guerina fia ta = x $ Ric. In qual maniera? > = Quando mai! = Val. Quefta fera, i fi 2 E voglio che I’ iReflo fuo Fratello i; Sia quel che ve la dia, fe mi afcoltate. Ric. Tutto farò, tutto fard; parlate . Tal Piano. A Guerina intanto Non dovete dir niente. EMa potria. nor ftarfene poco accorta, igerfi ben qu “molto importa. Voi Rate Locandiera Andate ad afpettarmi 3 Io giungerò fra poco, —. E infieme concerteremo il gioco. Ric. Sì, caro amico. Oh quanto Obbligato vi fon ‘di aita Ben mi ricorderò perfin che ho vita. Voi mi tornate in feno” Con la fperanza il Cuore _Mi fcordo il mio dolore Ritorno a refpirar. V’attendo ben prefto Al concertato loco - Ma voi penfate in quefto - so | Che

SECONDO. 29 Che vivo in mezzo al foco Penfate pur che palpito Non ftate a ritardar.

SCENA VI

Val. I può dar maggior. pizzo Di quefto Signor Arfenio! Netar de la Sorella Sia Spofa a un galantuom, facrificaita A forza di contanti Col primo Gentiluom, che f fa avanti? Se la cofa va ben come ho.penfato. Vo farlo in verità ben confolato . (parte:

Ss ce ENA VII I Signor Arfenio,. e Guerina + x

Arfi ‘F Ama .vola, Guerina, fama vola? Sentimi.. ma quì in piedi non va Di tai cofe parlar, feder conviene. (bene Guer. Quali fono quefte cofe?- ta Arf. Siedi qua; z den in gravità. ( fiedono uno per parte del tavolino.

Guer. Per qual ragione è

Arf- Perchè già fei vicina ad effer Dama

Guer. ( Mifera me che fento! ).

Arf. Tre fono i concorrenti Cavalieri, E fcieglierne un fra quelti è di meftieri - Ecco li Memoriali,

o e mi furono dati. à vi fono notati - Tloro nomi, e titoli

Legegili, e- ti confola, Fama vola, Guerina, fama vola. Gaer. Non ferve, un altro giorno leggeremo. ( Palpito fudo, e tremo!) B3 Arf.

Ì Ì i Ì "I

I ig, Ar prende’ a un : Memoriale ele legge : - Poi Guerinafa lo Reffo degl'altri due. -

Guer. Voll: 1 “Volfangi < "Sifnor dl Cin :r0 de Oibò : ton.

“Voglio faper l'etate, veder il Ritratto ; >

. SEGONDO. ; ra

E piuttofto che dar queta mia mano. Gosì alla cieca , fenza cognizione, A gettarmi anderò giù d'un balcone. Se la rabbia, fe. il furore Mi facpentereili

“Son ragaz e - Innocen = Ma cofpetto. Se mi metto, =

Se parlate, fe altro fate, - «Quella tefta ch'è di zucca Quella voftra gran per 3 La fcapiglio in verii

ignor Arfenio , poi Marineita.

Di

ae

H,maî

Arf. n = : Infuriata cotanto,

Per altro non mi par che dica male: Tutto fpiegar dovrebbe il Memoriale. Mar. Signor un foreftiere -©on premura affai grande Di parlar domanda... & | Arf. Un foreBtiere? a » Venga; ch'egliè padro Che venga per Guerina io Mar. Ora lo faccio entrar. (Secome i

“H-colpo va-ben fatt rogliamo far bel

oa RP Val. A lei, quando è così, chino la tefta. «Arf. Ed io la fronte. “Che figura è quefta! 3 Favorifca , di grazia. - —— Se lei volefle dirmi il proprio nome Lo: avrei per favore... ; Val. Delle lingue orientali Dragomano, o fia Interprete fon'io, E Lambrufco Cacardi è il nome mio.

Arf: SER, In che deggio fervirla ella comandi.

Val. Di gia vi farà noto, —___ Che in Napoli fi trova © Del di Calicut l’unico Figlio ? Arf. Davvero io non fo niente. Val. Come! tutta la gente Corre pure a- vederlo ! Orfù: fentite. A chiamar mi fece, ed in fua lingua Mi difle: Karacà 0 qui borrca Kahabai brrabal furfa Arfinica. Arf. Chi diavolo capilce! Val. Ciò vuol dire, SE avevo pui veduta la foeslia ; ‘un certo Mercadante Arfenio detto, Lello al pari del Sol nel de afpetto, Arf. Gosì vi diffe è eh via? E voltra Signoria che gli ha rifpofto ? Val. io di gli rifpofi, i Ed ei foggiunfe tolto, i sa Stuaquera gnoch martuf, cioè il mio core Re Arde per lei dst più cocente amore, Arj. Squaquera gnoch martuf così vuol dire? O ia gran bella lingua. > = Si Quella di Calicut! È ì Val. Ed io alla fine 3 . Per adempire al fuo comando elpreflo, Per lui vi chieggo adeffo : La Sorella in ifpofa. E perchè abbiate. Grado, che a tanto onor polla inalzarvi 5 3 Suo.

SECONDO. 33 Suo Mamaluch intenda anche di farvi. Ar. lo Mamalused 0 quefto poi... 5 Val. Stupite? S'intende al fuo Paefe è Mamaluch più che a Napoli-un Marchefe. x Arf. Oh quand’ ella è così, en contento . Sua Altezza Calicut 1 Di troppo, affe, mi onora, Venga pur, venga pur, non Spofi pur mia Sorella, Che gliela'dò di core, lo Mamalucco? oh inafpettato onore! Val. Dunque quand’ è così , lieto men vado Con la grata rifpofta , e ce fua A A itsana. Fra poco-mi ritorno, : mai farete un giorno! 3 Fra-corni, trombe, e timpani In Galicut andrete. = Terre, Cafte i Denari in quantità. E già fe bene io ftimo, Fra Mamaluchi il primo Sarete in verità.

* vengo l'ora n

SCENA E: XK. * 0) Signor Arlenio , poi Guerina .

Arf H qua sì, che Guerina. TO Nonavra ‘oppofizione».O

La nuova fe le dia. Ehi, Guerina?Guerina ?. e Oh Torre Lai Guer. Eccomi che volete? Arf. Allegrameore.. SI Squaquera gnoch martufi» =

Guer. Che cola dite! Arf. Sqpaatae a gnoch. martaf. Ne © Guer. Siete forfe impazziu dl. Sì, altro che impazzito: Tu non fai Bs La

- È mi: fi chia.

=

e-* = LETO >

rr: $a lingua Calicuta = » E Karacca borica IZ i < Barbal Arfenica! r = ;

Guer. Oh certo è matto?

ifera-ie!,.. Soccorflo: &

Arf. Oh! cola “gridi? i : Qua più non ca da dir. Tu * edi io oa remo Trasformati ra pecosla, puel che c ono, Più non farò: Tu non farai la ftefla: To Mamalucco, e tu “gran Principefla .

Guer. Intel segdavi chi può caro Fratello» (E perduto ha il cervello.) =

Ar. Io Mamalucco :sì :sì più che Marchefe , = E ur fpofa fra pocori===-sgnes nes "Del space “LAS Re ui Galicutte. «SI

Quefte facezie è Arf. Che Lemme va Napoli. Futti vanno a. vederlo.

SR a > O bella. + Eopoi

na

Guer. no (Gi Vorrese anche quetti vasi 9 a SSIS ; di °, 1

Mirinstia , e detti. = i

Mar. x Ignori a confolarmi (lena,

9 Vengo per quel, chea ragionar fi Quì concorre la gente Per veder quefto Principe ftraniero ,, Che vi vuole in ifpola». i

Arf. Ecco s'è vero. SSSSA SIE Di Calicut?

Mar. Di Calicut ra i

Ar. Qua non v'è oppofizion ,, cara Sortita 3 Preparati con garbo A ricever tale illuftre Spofo. »

Stu

SECONDO. 35° = Studia le riverenze, i detti, i motti, E fe di qualch’ efempio . Hai di _bifogno, o cara, ; Attenta offerva iltuo Fratello, eimpata. Quando vien lo Spofo avanti ; Un due, pali A enza. poi mo ;

PER

e mira, Te fofpira, Sofpirar devi ancor tu, - Bada-a me; non guardar là: “Guarda ben come fi fa. e Con da fguardi amorofetti s

= 5g Donna è Imen. fofs" io ==# colla: grazia, e col mio brio Farei £

= SGENA XII

Marinetta se Guerina. a Mar.) ) Erchè fieta»sì mefta ?_

Lanuova vi fi porta 1, che sori fo

= fra. poco; E voi non ve ne flate in fi Guer.Io non lo credo già: cos pe Quello, che mi fi dice; so :che al Mondo non vw Mar. Lei to Perchè non sa ; Ma quando lo faprà, fe: Sò, che dira al Fratello ,i “Ancor io più d'una volta Mi contento, ho quali di Quando un. vago giovi - Stava meco un “certo di, E Al BE Ma

3%

felta e gioco? 235

10 mi conti to:

NOTO

36 AF SBRED= i —___ Ma pe enfai , che meglio fia; | Dir di continuamente, Perchè quando fi penfa 3 3 Spad fempre. dir di sù.

= SCENA XIII “Sala bare adohb

e Sedie. 1) Signor. Arfent ‘gerina, poi Mari= netta indi Valerio con È abito di =S “Drag: SE = >< - Sone,. ls

49 a Sala ipene sa

<= *<=bDevg 00 dif inzione accolto. Oh mia confolazione £

Oh forte io i Oh Sorella.

prel la a vventurata è ?

rane sn Mar. a il I Dragone.

E il Principe con lieta comitiva E Hat Locanda in quefto punto arriva. # Arf. Ho fentito davvero . _ Ecco che s' avvicina Senti le finfonie : fenti Gu Val. Joxam Jaran Tangue Pretice-di Calieutg >> "=" = - Signor di Kacaruta, La Spofa , ed il Cognato infiem faluta..- Quetti , che qui mirate Frutti, profumi, e balfami, Nani del Grange; e Gatti Zibittiferi È Pe-

SECONDO. 37 Pegni di fua grandezza in don invia + Dal don s' impari il donator qual fia: Arf. Son confufo..» Oh Sorella. .. Preto, prefto, favella. . Ma nò... parlerò io.. Signor Cacandi Vi fono obbliga

noftro Cognato?

Ma vederelo già, che q ui s'avvanza. FINALE. i Ric. astabich din don fadoch

Ti rabira groff aloch.

Sopraggiunge Riccar mente vefito WU India ‘0 su 44

=> ( Il opache A Io fon umil Serv | Di faa Altezza mio Sino 6 Che non ha nel Mondo egual.

Val. ) Viva, viva lasgrandezza , = i ja 3 Lo {plendore di fua Altezza,

Che fi eftendi, - “ché rifplende }

« Gome il Sole in un criftal. Guer, Prifta fira nu sbrigar. —«@Val Val. Ti capira borbottar + a gAis Ric. Fuffa avira» > E

Val, EFimi. dice, se 10 daiuaddio 7! Perche falla Spofa melta, Io gli ho detto, ch'è e Ma. poi lieta la "vede Arfi Bea dicefte Ser Cacandi.

Guer..

a

Mi volira ‘cara Spof.

pe sg ua’ --Son nel mio amor coftante 3

se DI è» ? - Ben ea in verità, > ca 3 It mio:core dal«timore )-°° Palpîtando fe ne ta. _Marinerta . <-s-

Paviets ta frasi. Ah, Fratello....--- = —& - Cofa brami? ==

Non ho pace, non ho quiete, To mi en 5 A Via izzignofa. b* V' accoftate. S Quefia < ‘cofa, fe-mi amate,

Si potrebbe titardar. =

Con fua grazia mi parlar. « Parla:dunque l’ Italiano . ‘aVal..

Quiche cola, »

beniffimo la Spofa )43 Vada pure a favellara Ahi per pietà, Signore = =

inginabia»

pag (Guer. s Son voftra fei vo te. arfo.

COL ; infelice amante 73

Non sò. mancar di fe. ì Ric. + fallen È Ah trifa! #- malandrina!

- Star zitta. a Spofina

Parlara mi. vo

Sapira , che del

Ma mi (SICA st

prende Gueri per mano = e ladifcoffa dagl’altri .

Guerina mia diletta,

Riccardo ecco. fon' To!

Guare o

SECONDO. 39° - Guardatemi ben mio: i Solo per voi fon gua.

Guer. Riccardo! anima mia! ea

°— Bioc Giudizio e ‘onesto

SCR dolo più noo

=> to. Ric. Star vefle di broccato ,

Arf.a3 )

Ric.

Chi mai creduto avrìa!. 2 a diffaccante- =

Mi ha

= “fen

- Per lui dell’amor+ = 098 ) Evviva. fua Altezza, <— <—_-2& Mar. az) Che con deftrezza Av. © ) Nel-cor delle Donne. - —._) Deftar dolce ardor.-

Ar. Per. così bell’ onore- zio il mio Signore,

10 eccomi quì.

È

Che porta. Mamalucco , : Veftira mio. Cognato,., D

Mar. È

‘he onore fegnalato! m Guer. ) ‘Mi (cuto gisbiiiae dr ad Lo. : (Da ridere a ;

4 Val. Arf. Signore. e Val. Inchinatevi se afpertate. = «=E

«china la teffa.

Val.) t* Or convien di fargli dar. —— = Arf. fi leva con impeto » Arf. Eh non voglio ausiia. onore R

Hal ‘} Cerimonia” cost re =>

Arf. fa del favore. |, = on vu mi gia a afe - Wal. Ma fedete. SIL Arf. Non importa. «> Ric. - Mi pregara. Arf. Signor nò. Val. Cerimonia.

Arf. vi dico. 28 Ric.) 2a 2 Maledetto quefto intrico? 2 z Val.) Far di meno i =

Arf Onorato f PO ehi rare e nia È ‘troppo bella: Guer.) Ric.) 4 Son contento. In perfetto, godimento SS Viveremo i noftri de SEO T T T.

Fra lieti fuoni , canti dica di buon cor: Viva la bella © Lon? = i BM sio ancor»

Fine dell'atto fra Sa ; -— AT-

Ric.) Ventiquattro a fottovoce. i

ATTO LIL SCE N Ad Camera nella Locanda »

Arfenio, e Rofaura » Rof. O N per qual ragione, Il mio Signor Conforte,tutta not. Fuoti di Cafa fiaftato: (te

Ei partì mafcherato , Ne l'ho veduto ancora, ed io mefchina Sempre fola, e ferrata, E un di liberta nonemi vien data- Ma qual figura è quefta 1 Eh! una mafchera, Sarà di quelle appunto Della notte paflata - Arf, Il Ciel vi doni Signora buona bocca, e denti buoni» Rof. Che cofa dite ? Arf. Sarbabich,, Sadoch. Rof. Non capifco» Arf. E'un faluto all Oriental, Ma voi che non capite 7 La lingua Calicutica ,

‘Primo ho voluto dirlo in Italiano .

| Rof. Queftoè un faluto veramente ftrano,

Ma adeffo vi ravvifo:. |

Voi fiete quel Signore da Bitonto ,

Gon cui pranzato abbiam quefta mattina,

E la forella fua nome ha Guerina. Arf. fon quello; ma adeflo

Mamalucco fon'io,

Rof. da mafchera mi piace; £

Dio Marito non è ancor E voi. A ori me voftro Marito ? ? Eh non E, i Ro. Di quefto non nieni

Credevo veramente., = SC » So foffe ffato infiem con i mio a e in mafchera è partito.,

Lie farebbe a. dir da Dr Ed un'altro e Ape a rare Con una Comitiva molto frana. > Arf. E che mi avete dsoge WoW “Per -mafchera pigliato Mamalucco fon'io Mamaluccaro. © Mi meraviglio . Rof. Adeffo vi ho capito, Se in mafchera voi fiete,io feci errore, Sculate non ci è male lo v'auguro buon viaggio all’ P Otpedale» _ parte.

+ folo s - ur B Uon viaggio all’ Ofpedale è fame e ridendo, Perchè dice cop "32 =

Mi crede in mafchera ; = Con il Marito fuo da Dragomano 3 cas Ed un'altro- all Indiana ;

ufco nes «.0h quante | ut.

e

Adunque i i Che confufion. di to ,0 ce imbarazzo 3

Ah che fono tradito, Ahche il mio cor met

*

So

TUE R Z 0. 43 tradito, beffato = Vilipefo, {chernito, e firapazzato. E Guerina, Guerina “Ah fu anch'efia d' enprdo. la mia rovina, Bricconi quanti fiete: ma che caldo, = Che fmantaziche fudore $ oh {vergognato «Arfenio 1Ohmio d dolore! Vadasr, vada al Diavolo - getta via il Be- - La Vefte eil Berettone, retteela ere: Son tutto in confufione, Di gia il fur ‘mi affale, Vado, me ne-vado all’ Ofpedale. x Alto la non vi accoftate» —_ Date luogo al gran. no - Gli Stran fonate; Che ho piacere di ‘ballare, -Cefa è quefto, troppo preito - Mi volete far ‘Rroppiar, z ll Tambarfo® so, Suoni il Flauto, e il “Chitatrone, Quante. amabili Perfone 1 Che mi fanno a corteggiar » Preto, prefto finfonia, Che coritento , che allegria Io mi fento» a SE E a

nda Val. Da DI Amanti

Sono Moglie , e Marito; tutt

La mia promé Val. ipso Uose

—_ puo "roorrit‘i‘mImmiImMGMiiiiiIi:;: A=«ou IR o 5JÒEEi N55 2 l È -

44 Ate = 0

Si adempirà; ed invece

Dei cento Zecchini,

Cento Doppie faranno.

Mar. Ma adeffo poi come fcoprir l'inganno? Val. A tutto fi è penfato, S - Sopra un Vafcellointanto a mezza notte C*imbarcheremo tutti, > Fingendo di partir privatamente, Ma in vece di.far vela a Calicut,

Ce ne andaremo a Bitonto. = Mar. Ma per fare il racconto? SS Val. Gi penferà Riccardo, e Sig. Arfenio

Avrà un bel tacer nel fuo Paefe,

Se non vorrà vederfi a centinaja © i

Correr dietro i ragazzi, e la plebaja. Mar. Va bene s ma la in terra,

Che cofa è quello, che io vedo.

. Fal. Oh Diavolo la vefte;e il berrettone

Del notre Mamalucco ? Sat z

3 Io refto ftupefatto. Mar. Jo fon' di ffucco. : Che cofa ciò vuol dire? Val. Prima del tempo, SEE

Che abbia fcoperto il tutto,

. Quì vi faran de’ guai, = Mar. Nafca ciò che fi vuole, noi l'abbiamo Perchè fiegua da queto | . (fatto, Un Matrimonio alfin lecito, e onefto.

xs - part. SCENA lIV. Valerio folo +

Val. UA” fi trova la vefle, in terra il berrettone; 5

Quefta cofa mi pone in confufione, Vuò con cautela -

Andare un può a vedere, che cofa fia. E fe vedo, che il tempo faccia ofcuro, Parto per Roma,e mene Parra Dr:

tetro <-*% SCENA

Gaeripa, G Riccardo :

La mia

u lt nre mai?

RR, : Sar E Non per qual ragione .*, to Rimango flupefattto....

Guer. Mio Fratello,... ah, mefchin! sr

Ric. Ché avvenne? E E

Guer. E' atto? È ne Etno

_Talimalattia buon fi tempo È Hela porta - Guer. Ah, che fcherzate, no: = è dave

> - Ed aragioniò emi di pero: (vero, «— —_ MH fuo male Io piaofga? :

> Dalla burla a lui fatta. »

Ed io raffembro agli occhi della gente. _ Colpevole quantunque io fia innocente. ‘Ric. Cara Guerina mia, s'egliè è impazzito. “— Gli farem cavar fangue ,.

© Lo faremo legar, e fe ai rimedi”

Non farà colle buone

Adoprerem, fe occotre , anche il <A: Guer Io piango la difgrazia del E ;

E voi ancor fcherzate! 5

Ecco quà il beil’amorche mi portate

Or che. dirà la gente?

- Che diranno i +-parentit

Quando per tal cagion rileveranno, | ==

Che Spofa voftra îo-fon fol per inganno. > Ric. Guerina fpofa fiete a un galantuomo , z

Adunche avete amato. gadui he Vama

Di condizione. eguzle a

Ma fe peotita fiere

Di tal rifoluzione ©

ca

LE

%

22 Ma refto

Avrò. DE r Dattant Per fecondar umor

_ Rie. Refti in Gilenzio” ‘ogn mel ch è fra noi pa ate vi è

Tai

Partite , , fe vi piace;

( mor. Tutto già fe ne andò È Pr oo 2

fpic: Ri gli ? Ric. n Ger. Oh Uomini incolt'ani 30

ax) Vi fan gli fpafimanti E trattan poi così ! Grer. ( Coftui mi fa mori 3 i rabbia in que Ric. SP Mi provo di parcire

a Buon viag

Ric. Felice permanenza... Guer. Ghe Spofo di buon core!” : Ric. Che Spofa tueta amor!

_ Ric. moffra part. e ritorna allo feto Guer. Se la sata non è nega S Le

Lie

i = Inqn [ Che fa la profeffione SE i guarire ogni mal a peilesicnti ,; lo pertanto direi , che fi dovelle E r fer Arfenio iftelto, ©

mali di © “Pane, acqua , È

E un'ottima p: ai né: Con il Signor tene: - aa /Quefta ‘adoprar conviene. |. © il Guagiror Sen viene. parte. * È Te SCE- -

_——— Lu

La

048 ATTO i SCENA VIL Marinetta ;il Guaritore , Riccardo , poi Gue- rina , ed il Sig. Arfenio în veffe da Ca- mera, portato fopra una Sedia da due i Servitori. " Guar. E Hi vien a chieder dal Guaritore! Se non è l'ora certo non muore Unguenti, e ballami, cerotti, e_ pillole Per toffle ,e vermini, per fgabbia, e fmania, Per mali ifterici, per l' emicrania, Son qua , Signori, vi fervirò . - Per cavar denti voi mi provate; cavar polipi , e cataratte, E fe dell’ opra bifogno avete, Que! che volete vi caverò, Ric. Grazie, grazie... obbligato»

Mar. Quefto che quì fi porta , è l’ammalato.. Guer. Oh Signor profeffore. ( portano î Sevr. E' quefto mio Fratello ( Arfento »

Alla .voftra. virtù lo, raccomando Gua. Come ftà ? come fa? Guer: Dopo il furore >. ga | > Rafflembra, egli paffato in, gran letargo, May: Buon fegno, Edil luo male -.. u:» di freneia? #3 Gua. Frenefia certamente, Ob! quefto non è mente,

Per provar la mia fcienza. Io bramerei ; :

Che avefle tutre I’ offa fracaffate.

Vorrei che fofte idropici, 0 cachetici;

Che meno di tre ore Vi rende la falute il Guaritore.

Ric. Qbbligati, obbligati al complimento. Per or della fua fcienza * : Con il Cognato mio faccia efperienza.

Guar Son pronto. Ola: t' accolta, inquefta

ampolla,

( adun Serv. che tiene una caffettas *

( con varie ampolle - Uno

rear “|

ag

TER Z O. -49 Uno fpirito alcalico fi trova; © ; Che alli pazzi certo giova,..

Quefto fi eftrae dal cerebro di spp Fatto feccare al chiaro: della luna.

Guer. Bene, ma vi preghiamo ,

Di non perdere i il tempo. Bisilaignte .

. Guar Eccomi «prontamente E i

= Farò: le operazione. 5 ;

Starnuterà .tre volte | sim ‘.Ed allor certamente è rifanato.. © Ma vi Prego y Signori, Perchè giovi il fimpatico rimedio» » L’ operazion intanto “Accompagnate: pur:col-ballo Jeil canto, |

var 3 a,

ea Logi BEI LE SI canti 7 Da balli; Perchè colla pazzia” © ‘Ha.certa fimpatia > - vi, La mufica, e il ballar. \ SS ( ballano: ititorno ad Atfenio. Guer. Attenti al Guaritore Per farlo Sri. ; gli fi e gr l ampolla. Mr Abi! al fait : Se Sente don 5a se a Guer. Buon fegno miei Signori it Arfi Ah! ahtah! ; Gyer. Così ha da far.. (4 Arfenio fransta. una! allegramente £ Si torni a ‘replicar. 1 % FUILI. IAS | i

DE

Si ballipurz fi canti. eci bt Come fopra intanto che il Guaritore fa nuova= mente odorar l' ampolla ad Arfenio che

Hranuta la tseonda. volta.

Gua,

Se) ATE Gua. E due, allegramente; Si torni a replicar.

TUTTI

Mi

Si balli pur, fi canti ec. Gua. Ecco la terza evviva! iutto come foprafinebè Arfenio = ffranuta la terza volta» Guiartito è l’ ammalato.

Guer. . ) È i Ric. a 3 ) Noi ringraziamo il fato, i Mar. ) È

E il bravo Guaritor. (Ar. f levaiv Atf. Amici dove fono? . ( piedi.

TUTTI.

Evviva! allegramente! Arf. Ma cofa è quefta gente®

A

C Allegri di buon cuor. | Aff: Beniffimo beniffimo ; Ma almeno mi fpiegates- Gua. A tutti perdonate E bafta ciò per or. Arf. Fuor:di sme feffo:io fono sa A tutti perdono; | JINE sò. per .cofa s4nc0rs:0

TUTTI: Andiamo unitamente A fariallegramente A ftardi buon umore»... 3 . unst= * i

Fine del Dramma.

ARTE 38. în vete dell'Aria Voi ‘tornate in feno &rc.

»# $ì, caro gico, o quanto #. Obligato‘vi fono. Se giungò a tanto 4. Di me chi«più contento? ‘E già nel cor-mi fento - - Tpte' amor, tutto foco. ‘Che mi confuma,. E non ritrovo loco,» Oh fe poffo fpofar Guerina mis To fer l'allegria + Provar con queit’ Orcheftra *, La prima finfonìa ;. 4 ‘Sentite il fentimento, >>> | “Porgete ben l'orecchio, E-ftate attento ve Quefto è il paffo de violini» «> Ì ©h braviffimida-vero». > © —_ _ Queft'è quel delie violette» Brave affai, oh benedette» L'Obtde fol così farà»; Molto bene in verità.’ T due Corni uniti infieme è - Son contento vanno bene .;.. ©ra adeffo unitamente Sa Via fentiamo compe andrà» PR Bravi, bene, bra affai . pe Quefte note a puntò d' arco. a di Quì ftaccate, quì colate Pa L'Obue folo; le violette di Fiauto-folo, prefto i Corni « 2 Qu fortiffimo , così, così ©h che armonico fracaffo » ©h che Orcheftra benedett£ Lo mi fento & confolar.

SAL