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S Ilueftra da-Fedrico terzo Imperatore Barbaroffa inco: gnito engrauedata, partorifle Vrbano , ilquale allenato come figliuolo,da ‘vnò hoftieri con il configlio di certi Fio rentini,ottiene con nuona arte dal Soldano,la figlia per mos
, glie,poi ingannato da effi Fiorentini,dopo varii, e compafe
fioneuoli cafi,peruenne a Roma,oue dall'Imperatore per fe
gliuoio riconofciuto,viuè con la moglie felice,
OPERA GIOCONDISSIMA DEL. FA© “ CONDISSIMO ET ELEGANTIS=: . SIMO-POETA M,. GIOAN :
© i BOCCACCIO, |
«NO. Giorno ritrouandomi piu che lufato
- dagrauiffime,ey innumerabili pene affa=
i. lito, Ant damorte piu che mortalmente offefo,bauendomi tolto colui,che piu di me
A | medefino, per le fue virtù fommamente ‘amaua, Ohime gli atti,i modi,e coflumi,e piu ilfraterno amò re ogm hora riuerente portatomi,e di tanto quanto nella mes ‘moria me torna hauere fi vilmente, fenza (peranza di piu rî bauerlo perduto. Tanto amariffimamente piango per modo ‘chel cibo,el fonno ; per tal doglia m'è quafi tolto via , Ne wai vidi,che alcumo.mio penfiero altroue,che in lui refiftef= :fe,Et conofco affai queftatale imaginata defperatione effere ‘alla mia mifera vita affai nociva , E piu volte prouatome da «ciò ritrarme,to' ogni fatica,mfino ad bora mi fento a quefta invano operata,Con ingegni ho tanto la tempeftofa mente sfor%ata,che ba couenuto ad vn'altro penfiero,alquanto far luogo. Che effendomi in parte,non molto antigua hifloria ari cordato,prouandomi con quefta mia otiofase franca penna,
per qualche refrigerio ripetendo moflrare a quelli,che d’odi |
re fi dilettano,.
L.
A TEltempo chel magnaninoFederica Batbaro[fare:
, gnaua Imperatore di Roma,frd Leffercitti faoifigno
rili,le feluatizbe fiere ne jfolti hofibi,<6 vario taccie piu che alcun’altro dilettoffi feguibate. Bota @îne che vno giorno lieto in tal arte con fuoi familiari,Baroni,e compagni effer: eitanidofi,che-vno addentato Cinghiale ifchiumofo tutto, 1 con rabuffato pelo. fenta-argomento d'altro dauanti lui cor vendo trappalJaua,Et di cio auedendofi di fubito punfe il cor vente cauallo,t9 con la-(pada in mano feguendolo piu volte volpillo , co da.lafracheZza,e da le mortali ferite poco da dui lontano morite;E gia fopragionta la feguete nottesdana cagione a.le vaghe flelle, s.moftrare la Jnce loro « quando lui ‘perla gran vagheZza de l’acquiftata preda, appena accore gendofi,et credendofi per le fue pediche del dritto:camino rî srouarfa, 20 per altri.fignali,driZz4do i paffi fhoi conobbe:la
| dritta via.e(fer fmarita . Allbora con voce.alta per effere de | fioi;o d'altri vdito.Rifainzua tutta la campagna, Et no'effen do da fuoi familiari veduto,o fentito,bebbero di ferma opec
Mione .effere lui 4 Roma ritornato.E per queflo ogn’una dilo
vo per Je,e la piu parte infieme fi ritornaro + etinon ritrouan dolo con gradiffima ammiratione,e maninconia fiauano dil foro Signore. Ilquale d'ira accefo quafi con Spelftve alti gridi fpandendo le fue voci richiamaua,eo a la fine accorgendofi fenz'alcuna rifpofta, affaticarfe in vano , maledicena lu fua femplicità,E poi a i cafi aduerfi penfando,o' piu da veneror fese mordenti fiere,to d’acuti,et freddiffimi venti temendo e(fer offefo.fece come la piu parte di naniganti fanno,quado per [peculare i falui porti motano ne gl’albori de loro legni, © fimile lui in vn'altiffima quercia "'ingegnò di falire. eo falitoui a torno mirando,per fua ventura vidde,e quafi vici
no fumido alcuna favileità di‘fuoco,pèr taguale conobbe fes
co ifteffo,dicendo di certo quiti debbe effere:habitato luago, e fubito de P'arborediferfo.; conan alteimente il nocino por
codì Meleagro,che del capu' ad Atbalantd fecé bonorato do. no,Simile.\cofni con la tagliente. fpada 5 dl Ginghiale dinife, dale [palle ba pefaritetefta;e& coil cauda e piedi redinane do da vna inara,e da l’alkra la\tefta portamazig'ine la cefto, gdiofa feiua.intrato,n6 feriduprari fatica al deflato loporperi uanne,e quiui appra(fandofisèr:con Porscchie attente fr fens» tiffe alcuno,ne ta poueriffima cafa;ne la quale era da la mu:
die rinchiufa vna giodinetta dè quirideci anned’atade,laqua
leèra d'opni finghlar belleRizia mirabilmente dotata E già bagieua fentitobfuono del frenu-del fpuimmie.camallo,e per. quello tutta tivrida-e pubrofa disenuta, &x bara a; et bone
la;per la picciolarcafà difcorrendo,non fapea che fare:Et egli». per ulcuna feffiara stirando Vidde quellosche la folitaria gio. vane facerper fugirfe, Nomdkysnente.cha Rabbandonato | Krianna dal fopratenenta Biscaho. Alfhora primait.catallo: ne la felua attacato;e:poi c&ta propria mago: fpingendo;com usne che la debile porta ? apriffeperfirza.E.la gionane pri ma odendo,e potvedédolo,comincid.con diti.rridi ta fna ma
dre piangendo a chiamareset i foi biodiesel petenatito
pilti,con le mani fracciandofi,wx il vifò battendofi, tutte.fo
firuzena.Et a pietade quafi l'Imperator iroffo,humiimente à parlarglie incomincio,dicendo. Ahi timida gionane;perche
tanto tribulando 'afffiogi > perche piangendo!le me beltez: Xe confumti ? gia non fono i0 Gili per altuno’tio mancamene!
to-venuto,An%i perlivarii accidenti e pericolofische le nora
turne tenébre coduceno e p la dimenticata via,inà di grane:
de neceffità,come tuvedi per fora fofpimo.E penfoò piccios
A iti
to [patio dimorarce,che effindo delle mie fatiche. alquanto ri forato fenta tua vergogna, 0 danno, affai amichenolmente mi vederai date accommiatare.Et.con quefle tali fue lofens
ghenoli parole, gliapprefentòla Cinghialina tefta,e lei ace cettandola,lo rengratiò di tanto dono,e poco poi di fuo paz |
ne,pome,to:.acgra, fopra vno defchetto,difàpra vna bianca totaglia gli apparecchiaua, dicendogli,che piu ricca,ne al. tra viuanda,che qirellaad bonordrto dar gli potea, e: lui ala quanto mangiato, rdupoilemotte oratiereferite, piscenohe. mente domadogli,che gli piaceffe qualfoffe la cagion di tar; ta folitaria viténarrargli Alguale affoi rinerentemente rià fpofee dife.Signore dimolta frimeolia uffai ricca,e bè. nata, che gia fammo,lamutabilé morte,m'ha fola é& mia madre,e: co molta pouertà nel modo lafciata,Lagnal'mia madre Pine.
gegna,co molta faticaya cafa d'uno hofliero in Roma fernen. |
do,delle cofe opportune.a la.cafa, fufteritar la vita noftra.tis, quale vdendola parlere,con-gliocchi fudi,di ici nor contens. tandafi,e pur in fine affegurendofi, timido, er bumilmente; cofdeffe:Ogratiofa,e vaga giohane,e dame-fopra ogn'al: sra:cofa amata, Gonofto pertuo fingolare;et botorato: bene; da forima virtu,effere quisi di.te innamorato condptto; e fe tu-teco deliberando configli > feguire gliumorofi defiri; de. quali sfartare te ne. polfo.Vaglio che tu fii,a te piacendo pen mia vitica fpofa,e fingolare donna fpofata,eo m pochi giore
ni;poi per ocentti modi ti farò atua madre p ifpofa dimada=.
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rese quada lei faprà l’e(fer.mio,mi credo,anzi certo fono,mil. le anni gli faperà venire al fine cò fommo defiderioset Iddio rengratiado di tale véturaset io bonoratamite sforzandomi, madarti,fra D'altre done (plédidiffimati ritroyerai,e però ti, priego, che cocordenolmite fi piaccia de Seguire li miei pia.
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ceri, e nò volere,o cara dona rifiutare la gratia;e dono chs. Iddio t'ha mandato,che moltese molte haueriano caro affai, potere da mi bauer quelio,che pregar miti comiene.La done na vdedo le parole tutta pallida gia diuenuta,e fen%a farglie: alcuno rifpofla,dinanzi da lui leuatafe,e fuora della fua pice. ciola cafasquat o piu pote ifdignofamite comincio a fuggire Egli feguedola,e abbracciadola la prefe,e cò molte lojerghe, Smgegnaua divaffrenare il fuocorfo.Ella già tutta tremano, te nelle fue braccieLfi come la n6 colpevole Daphneyin quel=. le di Phebo trasformata.O c6 quati bumili prieghi,e co: quà te pietofe lagrime,et ogn'hora cò le mani sforzadofi d’ufciré. delle firette e.tignete braccia di Fedrico,e quafi da lui vntes. comincio cò maggior vore a gridare.Md.put.in fine coutne. pforza céfentiffela fua pura.verginità eifiw da lui-comacne, * late.Laquele forte. piagrdo di tata iniguità, della fua isfortuea na fidolea E gia cominciuna il giorno a tor-l4 luce alle lucis defielle,quado lui a lei riyolto,cotale parole diffe; Bellifima: déna,e de mi vaica fpofa,p Dio rifuga le tue lagrimese non , volere di cio cofumarti,ch'effere nò puo,che quello che è fat-. tonò fiaset d te bifogna dicelare quello che conofci.al noftro: honore inimicosp fino a tato che cò piu ordinati modi porre. mo infieme ferza foffetto.lieti,e diletteuolmete viuere.Ella ri: fpadedo a tale pgrole,no refiado però di piagere,coft' diffe. Di quato m'è fiata la crudele fortuna nemica,e di quate mor, tali,e a(pre peoffe da leinel paffato ha ricenute;leg geriffime., tutte al prefente mi pareno a rifterto,che p piu mio male que. fom'ha tra il mio voler fatto gufare, ne dltro che la mia: coffa virginità nel m6do lafciata me baudaz:e tu violandola.- l'hai cò ogni mio bonore da mi leuata, Et di quefto poffindo» né con.altri dolerme,che cò la felueye fielleset vccelli di-tala:: A iili
adulterio contraiil mio volere commeffoteffimonio chiedere vendetta,e chiederolla dell’ingiuria;che fatta m'hai per fino atanto ch'io non vederò per le tue promeffe fatte a me pos: terme fra l'altre donne,con aperta fronte bonorenolmente mefcolare,e poi fo(pirando taciutafi.quando Fedrico rifpon è dendo diffe.Gionatte donna quando hauerai la tua focofa ira alquanto lafciata rifreddare.Io fo certo che più thiaramene
te conofcerai nòhauer cagione de fortuna,ne di me cofi que.
relando dblerti.Anîi penfando il pratiofo fine penfo te ne lo
derni E quefto detto,vno belliffimo,'e riechiffimo anello del ditto allora trattofi, a lei il diéde,dicendo .-Cheintanto che P'otcolte promeffe,to la data fede‘non fuffè palefe, per fo» amore ferbando;ad'altri nol moftra(fe,et poi-da lei caualcano do lieto partiffe.et non troppo di quindi lontano Ydendo Pat tè vocì de fuoi familiari,che per entro la falud hiamandofer tè ilcercanano, e lui verfo le voci il cauallo fperonando', wi
picciola hora,con gran fefta itifieme s'aggionfero, dando 4: là fua longa dimora, con colorate buggie,noue cagioni;dellé quali quelli con lui forte ridendo,alla laftiata terra ritornaro
né.E la pouera giouane mal contenta ripofto Panello,tolfe lai tefta Cinghiarina,da Fedrico lafciatale,<y dd la fua piteioc: la cafa alquanto altongatafi.in vno ceffugliò Pafcofe,per tes ma dell’affazitante madrelaquale da Roma dalli feruitii de. I’hoftieri ritornata,vidde tutta nel vifola figlivola cangiata,- e‘pîu è più volte qualfoffe la capion de la fmarrita vifta ado : mandole, elei ‘facendo sign ff altro accidente del:
firo mal colpanole.e cofi fi difefe,e non dopò moltigiorni per
miolti noui,e diuerf fegni dalla natura medefima dimoffrati,> fe-convbbe manifeftamente effet gravida: e diciò dolente a’ morte,e di tal cafo non fapendo che farfi,piu giorni maninco :
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nicase fenta fperan%e alcuna a fua faluite viffe,non per tane to ch’ogni fuo ingegno a celare la fua pregneZza non ope: i auffe.Et poi accorgendofi ogni fua fatica efere a ciò m vano operata, piu volte termino a fe ifleffa incrudelire,e di torfi la vita,nelmodo che la dolente Pbillis,quando vidde il termis ne effer paffato da Demophonte i[tofata;Ma a coflei era an eora delle falfe parole de Fedrico alcuna (peranda rimafa. e quella ogn*hora mancando,e& il'crefcente corpo per vergo gna; tema della madre,quanto piu potea mgegnaua di ce bare agliocchi fuoi.ft come l’ingannante Galiflo, per temen Ga della reuerenda Diana ..Et vn giorno la madre piu che Pufato.la figliuola mirando eo prima gliocchi fuoi 4 doe fiel le affimiglianti, da fanguineo giro, lividi deuenuti fi maraui=: glidua,to la fua faccia pallida,e magra,con molti foffiri più. che Pufato fpeffowedea,e gliocchi ai fiachi trafcorfi,e groffi fimi vedendoli, hebbe di certo lei effere grauida, come era, Et per quefto tutta turbata,e con gran dogliail fatto come era iftato li domando,laquale piangendo le minacciate offee fe da lamadre fattogli a parte a parte ordinatamente la coa ° facome-era flata raccontogli, Laqual de cio dolente battene dofi cò le mani il vifo del vituperato cafo fi dolea,e conoften: do la figliuola poco;o niente colpeuole,da compaffione mofs: fauna e l’altra infieme piangeano.Et bamendo la dolorofa; prima alquato con lagrime isfogata fen%a dire parola,la ma dre conipa[li affai veloci al fuo vfato,e vecchio boflieri ritorà noffi,etil dishonefto cafo della figliuola, fece con fofiri pian gendo affi palefe.Ilquale per compaffione vinto ’mgegnaz con pietofe parole,e dolci a confortarla, dicendole,che a hei iù cafa la dolente giouanemena(Jee quello che al determina. to:parto faceffe,come fuo,o fua,e da lui ingenerato,la cura la:
friaffe.e fimilmente de la figliuola,ogni incarco e pel a nia ritarla bonoreuolmete farebbe,Et ella quefto odedo affai con folata da lui dipartendofi,ratta co affrez%ofa alla figliuola, laquale trouo piagendo peruene,e quella in vno matello me uiluppata,e n6 fen%a fopetto,a cafa de Phofiiero mla città la coduffè.e da lui,e dalla fua antica dona affai fu careceuol mente riceuuta,E la fua madre,o p doglia che di lei prédefa ,0 da gualche altra occulta mfirmità affalita,con molto de lore della figliola,della fua mifera vita n6 troppi paffati gior ni morédo trappaffo[.E cofi fola rimafe fenza alcun confor. t0,0 (peraza di perfona,alle opportune facende della cafa f0+ licitamente fi diede, p modo che quafi tutte le cofe neceffarie. | alP'albergo,fotto fuo gouerno fi reggeuano,Et mtanto venuto. il debito tt po lei giouane,dopo i dogliofi lridi,vno figliuolo belliffimo parturite,e con volonta dell’hofliero,Vrbano lo no minarno.ey' in quelli medefimi giorni al padre di lui,cioè Fe. drico Imperatore,vn'altro figliuoio belli[fimo nacque d'una faalegittima dona Smiralda chiamata,laguale dopòtal par, to di quello, fubito morite, El figliuolo folo al padre rimafo, con gran delicateze,Speculo nominando il fe nutrirese da. - Paltra parte Vrbano dalla madre,e dall’hofliero,teneramen. te nutrigadolo allesorno,E già effendo ’unoye Paltro crefeis, ti de quattordeci anni d’etade,nà fi potea Vrbano,con bélli coflumi,nella corte vfando da Speculo diflorre, E parea che la.natura gl’induceffero,oltra la flretta vfanza fraternalmé. tes amaffero,per modo,che piu e piu volte dall’hofliero Vre. bano riprefoe dalla madre per ritrarlo a piu viili ficéde,ma poca valea,et vno giorno,l’un e l’altro a lui tal parole,dife fe.De piufiglinoli tu folo mi fei al mondo rimafo ferapre (pe=. rando dite bauere piu c6folatione,che al prefente tu me dai.
Tu vedi nell faticofa cura familiare,che not fiamo,ch'io né. mi poffo,came folea trauagliarme,e dourefli alia mia fenet: sde hauere alquato riguardo,che fei boramai grandicello,e li foprauenenti gentil'huomini,e mercadanti,che alla nofira. cafa ognigiorno,e non fen%a noftro guadagno concorreno, dourefli cò piu folicita cura ftare ad bonorare,e feruire,e tu nell’ufante cortefane ti fei quafi iftsiato,delle quale con poco bonore,e minor fruttoe di molta vanità,e cofe lafciue te tro. narai ft carico,che miferabilmete cOuerrà fi rega la vita tua, E fetu bauerai a, feguire,come nel palfato,e bauerli la mete f difpofa dillomi,pérche: fenza cercare trono affai che fpe= rando nella mia heredità participgre, volontariamente Pino gégnarano fesondaréi piaceri mici,E quello ciò odendo,e da La: madre c6fortato ia fare quello,ch'el fio creditel padre dis cona,ripofe fiseffere fempre'a fuoi comadamenti obediente.e' coft-alli: feruitij dell'hofpitofa cafa.sforzando fua natura me durfiad.e(fercitarfise de Phofliero in tita gratia crebbe,che no-pdred che al mondo fentiffe maggior bene, fe nò quando | coni ragionandoi) miraua, e l’albergo,tr ogn'altra fua cofa,hawea fenz'alcun fofpetto,m lui liberamEte rime[fo.Hos ra diéne che molto quiui tre mercanti fratelli Fiorentini, tal hora per'odire.nouelle,e tal’hora o vi fi reteniano, de quali l'uno nominato Blanditio,ilqual vene perauentura ed Vrbano gliosehi.pofto adoffo,e prima mirado fuoi coflus mi,e tutte le fue fatez4e efaminado, gli parex che tato aSpe culo affimiglia[fe,khe effendo di pari veflimenti veftiti uno non feria da l’altropatuto difcernere,e per quefto feco pene foffivna noua,e fottiliffima malitia, E chiamato vn giorno î fratelli,l’uno Pippo fcarmo,e altro Pirotto,et in vno cato: ne ragonatofi,cofi m fecreto ragionando gli diffe,Cari | fra:
telli mici,pare che noi ne poffiamo quafi a l'onde marine af migliare.che da venti fofpntes quando auanti,e quando adie tro fi ci traggono, noi mercatanti tal’hora quanti con guas dagno fofpinti', e tall’hora con perdita adrieto‘tirati ne piu ne ‘meno in noi,che D'ufato fe vede;fuior che de tempi‘m= necthiando moltiplicamo ne per quelo vedemo da folita fatica refparmiati. Anzi ogni giorno penfiamo comporre.ar tificii,<y parole da giongere gente fimplice a fargli al vens dere,eo* al comprare,piu che l'animo loro non.ricchiede vas glioft.e per volere vfcire hop pimai di tanto'continuo affane no.bo fatto piu volte meco medeftimo vn'elematoze ricco pen fiero;ilquale non vedo fenza grandi[}ima viilità, voi ‘volene do poffa feguire.Lo né fo fe voi mai veduto'biaiete quello che | fenZa voi piu volte ho veduto nel figliuolo di'l’hoftesi gentie li,e belli cofumi : e non oftantela fua baffa candisionezeste fre facende nel meftieri affai vile,con quanti gratiofi modi fa ticofamente fua vita regpesEt d'altra parte Speculo dell’Im: peratore figliuolo, col quale amaridofi x veduto, fi per auentura fo(fino d'uno panno medefeno vefliti, in vna inedefirna foggia pareriano tutti dua in'vna forma gettati, Et oltra quefto douete fapere;che di Babilonia il gran Soldano; per fia altereZza,difdegno o auaritia,l'ufato e debito tribu to anticamente ordinato ogni anno mandare:Gia fono piu'tè pi paffati,e piu volte dal noflro Imperdiore:con meffi,to' am bafciate a fare fuo douere folicitato, né mai per queflo'ne per minaceie dleume piu fiate fattogli fe mai dal fuo oftinato'pro - ponimento potuto rimouere,E per tanto. voi vedete quanta affra e mortaleiguerra fra di loro,e ingenerata!, Et moflra . ‘he?1Soldano babbia adietro fentito che? noftro Imperatore ifdignofamete piu volté ha giurato,che lui con ogni fia pofa
fa sforZando andara nel fuo,ne mai da indi partira[fe che lui .e le fue terre vedera cò li fuoi occhi medefimi alle fame con cedere,E per queflo.lui gia. forte impaurito fee piu volte a l'Imperatore rimeffo,ilquale a disfarlo ha in tutto la mente .difpofta,et a fuoi ambafciatori,che fono affai fiate a lui venu ti,con molta foggiogatione promenendo, ch'ogni anno duo tauto tributo gli fara fen%a alcuno macamito a la corte con dure,Ne con quefle ne molte altre proferte ha potuto linimi cato,e mal difpofto animo contra di lui diftorre,Et non fono ancora dui giorni compiuti,che quattro ambafciatori nuoua: mente all'Imperatore dal Soldano mandati per vedere fe po .te(feno la perduta pace reacquiftare,piu bumilmente il pre: .garnose da lui altro che mortale guerra eterna cò minaccie | orribili non hano potuto ritrarre,E gia noi fappiamo,e pen ‘o che loro fappiano il grande effercito.per ogni paefe a loro disfaitione cominciato a ragumarfi, e ciò veduto tutto queflo e[fere 4 loro defiderio nimico,t9 d’ogni concordia defpera ti partiti fe fono.,Ma prima reuerentemente Speculo pregas to chel padre pregaff,chela fua benignità e gratia doueffe per pietà a loro fignore Soldano reflituire,e quefli tali prie ghi, fi come j primi fono vaniffimi ritornati,e per volere vee nire adeffetto,dicoui ch’jo ho dichiaro veduto quello che po tria ciafcumo di voi in aperto vedere,Quanto fano le bellez Ze,i modise coflumi di quefto Vrbano , de l’hofte figliuolo, e non fia meno di lui di bellefze,e di virtù addotato , e come prima diffi quanto infieme "'affimigliano.fi puote ogn’hore fi dico.il vero a paragonare, to’ queflo piu volte meco mede fimo,con fottiliffimi anifi bo penfato,che per lufenghe,o dos mi;o prome(fe,o per ogni altra cofa che adoperare fi poteff, ad effrre cagiane di leuarlo dal'affannato fuo miflieri,e.rer
carlo a feguire i noftri piaceri,e già le noftra naue di leuate tornata nel porto di Genoa , noi-a[pettando dimora, ne de ‘maggiore materia di madare ad effetto il noftro proponimé °to.E cò quella potremo in Babilonia nanigado cò quefto Vr ‘ bano peruenire,et al Soldano con parole fititie potraffi mo: Sirar quato la mortal guerra,e lafocofa ira è intepidita,e che pli prieghi de fuoi baroni,e”l folicitar di Speculo + ilquale ha ‘ voluto lui în pfona venga,dimeticando ogni ingiuria,la beni “ uolentia,e la tolta pace reftituire,e chel tributo,e altre vic ‘ che e mirabile cofe da lui proferte, fiano nella fua diferétione ‘rimeffe.E lui parédogli effere da tato Signore vifitato,come p molti crederano Vrbano effer Speculo dell'Imperatore, et. * al Soldano affermatogli p gli ambafciatori di qua mal coten ti,partiti leg gieraméte ciò credutolo magnificamente, o del tributo,o daltri ricchifimi doni,di quali abodeuolmite car chi tornaremo,E prima piu deliberato c6feglio,quido a ciò ‘farete difpo fli ordinaremo,quato richiede 4 fi altoe pericos lofo fatto madare ad efecutione.Hauedo Blanditio tal parole detto,ri[pofe Pippo,Scarmo intel modo dicendo, Il magnani mo e fottile,auifo che agrade vtilità di noi,tu hai pifato.qua . tuque da comedare fia, fe fra noi licito foffe di certo il farei, ‘e queflo a quefta parte voglio che bafti,e focerto.che le prov fpere cofe,con Paduerfe,a fi alto proponimito tu habbi teco ‘medefimo piu volte efaminato,e pefato,Ma pur me piace ale ‘cuna cofa 4 medatione ricordarti,che nò mi pare famo infi. infimo ftato,che noi dobbiamo Phauer c le pfone, a fi peri: ‘colofa.cafo fottomettere.e queflo Vrbano che e tito cofluma to,gîtile,e difcreto,veramete il credo,e ditroppo più laude degno,che tu né dici, fi nel fto dfpetto gratiofo mi pare:Ma io-dubito,quato le pia fanio,e-da bene, tato vorrà meno lc co.
N
fe dishoneftese nefande feguitare,Et ancora fecuedoîe,doue: “mo péfare,quato picciolo fia , fi alte e (paueteuole facede,ne le mani dun tenero giouine volere cofentire,E pe(o che mol ‘tograue glifiasche fra tàti fignori,de neceffità ragionado, ‘con tato finto parlare, fi poffa c6 faluo latino, fenZa effere co nofciuto reftarfi.e fe quelli tali ingàni,o veraméte vn piu fac ‘pere,vogliamo dire foffero cò noftri pari,ouero con popole: frbe geti rimefcolati quatigue ancora che mal foffescomeda rei,che per molte vie,e modi, feria (peraza, piu falui riufcire ‘mo, che fra duo fi alti,e magnifichi fignori,a l'uno veniffe quello che couiene effere occulto, palefe, Lo non conofco,che efJer fe poteffe,altro che pe[fima,ex vitupereuole vita la no fira.A che bifogna,ch'io me fedi piu in fimili parole, Tu fai la fortuna effer la piu parte nemica di ciafcuno felice,e piu de beni mòdani inuidiofa.e n6 puote alcuno effer fi guarden go,che nò fia tal volta da lei Nlimulato,e ogni giorno fi vede di quelli che dritti,e virtwofamete de ‘viuere famojfi fi diietta: ‘no,e fono de né conofeiuti accideti de fortuna moleftati, Ad& que che de feguire a quelli che di ben fare il ctrario defide ranosE nò credere che quefte tali parole vega da viltà dani mo,ne ch'io dica del'tuo proponiméto p volerti ritrarre. An ‘zi a feguire quelloset ogn'altra cofa ch'io poteffe imaginare ‘di piacerti,No indugiò Blanditio a tale parole ritofta,dicé "do, chiaro conofeo fratello effere la piu parte di quello che ‘narri poffibile,Ma pochiffime cofe di valore fi puote cò tito ‘fe nò nel médo bramare,che cariche né fiano de milli perico ‘loft accideti,e nò fi vuole cò trifli annocii il pefier porre alle cofe,che noi defideramo,che asfgano,anzi fferando debba - riuftire ogni noftra cofa in bene+A quello che tu parli de Vr ‘bano,che. per le- fue virtude gran: fitica ne fia a tale ope:
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re conducerlo.Et io del contrario parlandogli (fero,et 4 que flo farlo fi vogliofa mi credo,che gli faprà di veder ogni gior no mill’anni il fine,E fe pure a ciò indurre non fi vole(fe non ne babbiamo in luitanto fpefo,che noi non poffiamo fenZa molto danno a drieto ritrarre, Alla parte dubbiofa,che all’oz vecchie de l’Imperatore,o del Soldano perueniffe,et effendo noi in loro for%a, fo certo come tu dici, che vna amariffima Vita,ouer abbomineuole morte,ne potrebbe feguire,Et allho< ra fi vorrà di rei partiti,il megliore prendere,e non effendo rimedio alcuno al noftro viuere,sforZandone deuerremo pae tienti,fi come quelli che in fimile cafo trowati fi fono, Ma non
fi vuole per vilifimo animo hauere paura di quel che anco
ra non ce interuenuto,ne poffo credere altro che fommo bez ne debbia per noi intrauenire,Io.ho gia piu volte veduto na ui affai pouere d’argomento,e per alto mare con grandif]i me fortune,e tempefte trafcorrere,e fono poi in fine,ricchiffi me e falue ritornate,E molti con fani venti nel mare tranquil lo nauiganti,y a Pentrare de falui porti fommerfi,rinolti,e periti,a quello ancora parli che pochi fiamo a metterne a tan ti pericoli bifognofi.Io tel confeffo in parte,e quanti huomini grandi nobili,e ricchi[fimi,per acquifiare a loro picciola ca: Safe fono meli a rifchio di morte, e noi maggiormente per acquiftare fi ricco theforo,douemo la vita mettere c5 ogn’al tra cofa in abbandono, E parmi vedere di quello, che piu te ne turbi,che quando i buoni Jono poco da fortuna premiati, come debbano rei potere cò fegurta nel male tranagliarfi, A ciòte riftondo,che per la naghe%za de beni mondani,co= me prima diffe,molti fe metteno a pericolo di morte, Adune .que fe per theforo tu vedi alcuni feguitare il vitio non è da maranigliare +O quanto poco delle molte ricche%ze vedefli mai,
— ——-T—.
idoli inte n ct Th
«mal,chela più partenon:foffîro rapinata; 0 damatfiuoli
inganni compoflexE qual fu piu pericolofoaffannò,che quel Ta:de Thefeo abMinatairoO cuello di Giofone, per arquifte reti Yelode Lorago wncora faniofi vicordana Et affaidoro seotune (fero-inginno,rapina,er bomicidic;gs noi folo d’ine guéno operamo,e non ingannosanziun piu fapere da chafeu nà repatgti faremo.Btanto con quefle,et altre fimile parole Blanditio diffi,che.tielcapo afrotelli miffi.effire ottimafito rtoper modo.talache volendo nan gli biauria:patuto adristo otraraBndwalto dapoia tempo è loco,Blaudittoroh Nre bano prefeprima:na certa domeflicheZta.e più voltese ve 00. dol damellicateertendgianorne:E poi ne la fe invii ofecxera casmerantutto quello.the con fretelli ordinato -banes sdrcontoglii O quanta Vrbina.voleritiera diede orecchie, a
“ale parole,e quefti tali anifigtianto lieto d’odire. fe dilettae
iNazedli tanto, amare cha alti peres,che Blanditio. piuchial cdosiere teneramente gli pertaffestenirente tutto-d iniganatie \iegimite. rendette, ditendoNen:hé smBubilonia nauifando undaffe atanta viilità,ma-Sortd alcino premio nell'inferno
= pattose piaraffai cheJa,morte-glieraff'iwcciuto: folicitara le «cacine;o cannenire vendarempente iflranie A brodo'a:rità oglio,.ma.la tejieretao del vecchio pad boflieri ;delquale “egli fecredenefitrefiglinole,l'banea quini per for%a.vritenu
to;e che will’ auni gli pareri poterva riufciresE.che laivetatitee
‘ta cortigiatato li madizaticoflumi diSpesdazcan Ja quale fPeffo fi reteneazche pochiffima faticarerd a lsi di comtrafare dorguefle parola fuino molto a Blaridittocarezat intale grey \ponimento di nuono fesmatolo, cad fratelli di lui lafciandor
dee vene,dicandogli-quanto Nrbanelitto di.tale affare fee | È
Vrbano |
oufiBloriaua faperespiu ch'aleuntaltro mandare’ ad effetto tusto quellache alyi di cid apertenég ; Et hondapoi molti sgiorni,i tre fratelli con Vrbano mfieme‘in'vaa fecreta came rav piordimatorifiglio fi ftrinfero,permodo,theil feguen te-di.a Genounulgranto feparati l'anoda l’altro nè venne vo; givnti al porto trouarotatoro nane col'patrone, store de.dopairolte prome(fe;e giuramenti: fto vpertamentedife Seroadi:Li fidnddfi lorò imtensione,e' fubito-daro onme:che Ga ponente pangroffa,e ricca mercuntiandiivare volend<da sole torapehficti ere all'oppofito puffo, chat Irtoiteti to vonmed'altro,che de Jaovidatontcarivare‘sntendeno. Brogrigiornoa fornire quela d'opui coop porsina gi for | amdnorEntiaauraro il loco.la dove Vibarsdtiren ina we-dimarare di drappi d'oroyrdivottine to dltri tarori che afriili atorichiede mapnificanentiridòenito E pet Foe Vabire ud Vnbiero fastoli, fe cradeua perli'altni checiò.novs fa premo fre lmiSpecalo dell'ImpardtarefinlinolesBr'effindo slcielodaciaftunà nusola' fearito gior it nare tutto tranquil do onde&giaita; (piegando leveleezprofperàventi: vreffe Soffrando:pianamente le sonfianano.Et nen baus:gininago ammarftramentirud Vrbano:a mofrare-th:che mudpze uaiz “perangiatà fronorili'e(fencisgre fidone(fe.che tanto gli aa mes diviotengiire datosficome\chenato:fofft Imperatore vofi'imferialmente fi gonerniaeaze tanto banca 4 quefto ‘dos niîtnio.lafamafia drifzato;chîel piu delle volte che propio e vorefianoraferze alzimo:mantamento e(fere pli parea.e da sviafeurin falmodo bonordto; più e più giornisutti lità dilet veuglisente varigamo il pafrone fmilmetè tistolieto,e grae siofala fia rane: felicifame gonernatia parendoli ogni hora smill'asini vedevettfine ditoro giurnata;per lo fperdza.gran ì u i “i
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" dac'hauea del sit fatuo sedi A rgarerin era frog No, villa,cittade,e cafellanel paefe;che per anco. nor ha del conte naue trafrorfo;à Inereuolmente napato,Es vuo giorno lui fra glialtrivvitormendofi a vari i ragionamenti <6 Blanditio,efratelli,pertuentura Eli venne ticordaro il Sela ‘dano hanerevna fua figliuota da lnije dalla madre tenera» mete amata,de‘quindeti arini,o meno'darado, nominate. Lu cretia,laquale di tante,s.tale ‘merduibliofe balezze »eopiofa fevedea «Che non eofa buntana,ma dikina;del paradifo die fefanucmamente parea,Etoltia tiò de feniio valoreskcortes fia,con mille altre virtudi,che con le propie mani madftretol mente talialta donna tichiede:tavorande pertrtodo che tnt to il paefe face di fe;e di fiavelociffima Fmarapiordrat quefte tal parole dal patrorie,#'Blanditio moffo gli se il pri mo anifo ; e proponimiento mutar loco E cofî velig giando penfaua di comporre le colorate,e verifinile. bofie,perdare principio e fine, indaftriofamente al: pericolofò, erraltofuo defiderio;E tanto ittempo,it maree venti, efurno:fintore: voli,che al porto del:Cairo giofero,la doue in la terra itSol dano con fuoî baroni,a quei tempi magnificamente trianfere uno E non prima-gionti, vna gran turba'concorfero sx fra glialri, i quattro ambaftiatori vitiit dal Soldano allo Imperatore manduti,loro fimilmente avedere-vi.-ventiero, egliocchi fubito corfi a remirare , piu‘ch'altra. cofa Vrbae no, e mitatolo, alquanto feniranano ’uno,e.P'altro ambus feiatore nel vifo, fenza partare; fi. come fmemorati da grame de ammiratione fiffero.e-poiloro canoro medefrmi quefto effere veramente Specalo dell'Imperatore: figlinolo,certifte
mo affermasano. e per effere piudi quello;che cntiffuhi gli paresa ti nauene RI ripone
dui effire Specalo,e fenza piu volgeifi in paràle, quanto pi * phote alsoldanoon foliciti paffi ne.vinéro.e prima da mol ti gliera fiato detto,e da coftaro per .còfa vera affermatogli, èo' uppena.li potra ne l’animo-rapere queflo poffibile foffe» Ghe'vno haute Signore fi tacitamente fo(fe fenza-alcuna- fa faputa quiui annifato.etatto, panfafo e fiupefatto.non fapea le cdgioné de fi atumivabili accidenti imaginare., Etquelli che poconuati erario da Roma ritornati, per auifare il Soldano, gadato.il graride apparecchigse l'efercito unuimerabile, che cotrasdi luifi ragumarta, gli diffe,che fenza-aleua fallo quella efferé Speculo,ilguale hogca già veduto di lanarte difcefo € par vditoda fuoi familiari venea a:vifitare la fus Signoria,il squalo vdende lui;e la fica dbna,e can alami altri fuoi baro= ni falirsio. a caalo;verfo.il'porte-domeflicamente veniano, quarido ita ftrada con Vrbano fcontrarno,e.non prima ves dutoio chel Soldano conmolta reuerentia del.fuo:ticco pala freno;finantato,a bui che montaffe il prefentana, E dapoi mol tiftretti‘abbracciamenti, fenza che alcun di loro gr | piu a cauallo,condiefi e dolci ragionamenti al.fuo palatzo, eile feale falendo,nella fplendida fala peruénero.e gia per.tut talaterra, ficome ordinato ere per tale venuta feftigianda Pandaua con tertinfirumenti;che parea-che Paere tonaffe, FtgiaquafidatenereZza il Soldano.impedito lagrimauo. E tutto reuerente la cagione de fi aumirabile,e3.occulto affac dimento pinuolte adimandollo,dolendafi per non effere fiato di-ciù prima preseduto non potea fare piendmente- fuo debi to,E granito alla fia magnifica,to alta Signoria bonorande riibieded.; Vrbano del. fisa bitono animo rigratiollo, e diffe» ‘che BIniperatore fo padre, hauea a Blanditia. [uo-flretto,e * fecretoramicdogni fuafacenda,etintentiatie liberamente rie A da
unéffa.guale di tale venuta,e.di molte altre cofe gli farà fi pelefe,ch'altro che tenero amore feguire né potrebbe,e men tre tali ragionamenti infieme:faceano,vennero cuiui feruito ri afaifimi,con molti delicati,‘esde piragioni ini , iquati da piu parte erano per antiquità nobilif]imi «Econ infinie ti uarii, tr appreggiati confettijapprefentar:do Panoal'ale tro ; e l’altro a:l'uno , fecero infieme affaifaporitamente; piu d’una wolta,anzi loro mangiare collationese giaèra Poe doriferacorina,tato dalSinifealco appreffante:cha pocooi Pufanza,che di la fe ceftumaza difinare n’andarno,Le molte è diuerfe uinande,to i perfetti,e gratiofi tramangeri:decoto rate, to odorifere (pecie intorniati, 6 altre folenaritadersi gufto faporofe,e piucewole al corpo,al gufato fliani[fime;-e Poro,e’argento;con fmalti fregiati,de preciofe gemme alta cendo per modo,che tutta (}lendida la fala rédia,e cueftita li uafamenti a fimili conuiti diftofli copiofamente adopera uano,e coft Vrbano Blanditic;e fratelli, il patrone da tut. ti lietamente mangiando honorafi furrio, Sempre il Soldano penfando de fi tacita uenuta la cagione, e ditanto Signore, con fi poca compagnia effer quini conduttoE.tale hora feco
medefimo parlando dicea,forfi coftui da qualche ifltamio ace
cidente del padre fupgitofe.e per piu fegurtà con fuoi fidati compagni,e quiui riduttoet ancora effer potriache glialtri fuoi familiari,amici,e c6pagni fono col grande effercito a mi inimici a drieto rimafi,e loro uenuti ferfi per piu boneffade, con pochi[fimagente,a nolermi dimoflrare,per piu impaurir me il pericolo,et il mancamento del mio flato,per indurmi a. piu fuggiugatione,che pattigiando meco, potrebteno uolere figrande cofa,che da mi negata gli ferebbe,E cofi penfendo, parlando,riffondendo,e foluendo feco medefimo finirono il B iii
mangiare loro,Eleuati da tauola ogrbora il Soldano più bu mile;e con maggiore reuerentiaad Vrbano ragionando. fe dimoftrana,e non molto dapoi,che lui Blanditio,e fratelli,et dgn altro accomiatendo,in-vna fecveta camera mtrerno. E da-vna parte in forma-di corona affettatofi, Biaditio tutto-dl Soldano riserente,cotal parole Da Spina e potente fignoie mio.nel vero canofeo in voi chel vi par fira giò delnoftro-fignore Speculo , e della fue venuta, e: fcarfa rompagnia,e di quefo 96 mi merauiglio fe-voi di ciù vimés vimigliate,che al prefente dncora mi penfa dirne cofa ch'al enio parere ferd:non meno,che prima da merauigliare,come voi fapeti.LI grande errore,i graui fdegni,e la mortale guer ra dell'Imperatore, e voi, fi longamente mgenerata , e per yfcire di tanti trauagli,con quate pietofelettere,e con quan timeffi;t9 ambafciatori,con ogni penfata cura folicitato ha uate,ne per quello,o peraltro mai fi puote dal fico oflinata preponimento rimouerese come Sapete per gli noftri vltimi ambafciatori,iquali 4 lui con tanta humilità , e fuggingatio* — ge,vennero a dimandargli fi teneramente perdono, vitra me(fè per poterui la pace,e beniuolentia acquiftare, e final — mentedaSpecalo,che è quiui,ne fu per vofiro amore con. fa
- leriniprieghi flimularo.Ne per quello,o per quefto mai volfe il fuo crudele,eg vendicatrice animo,folo vna drama bumis liare,e mo nò fi puote per-alcuno faper fe da pietà,o confcien . tiamoffo,o pianeto,o deflinosche cio coceduto baueffe,0 forfe ancora piutofto.la forza dill’amore. filiale di Speculo,tanto teneramente da lui infeftato,et è legiere cofanon potendo 4 quelli refiftere per piu piacerezue ha renduto pace,con tanto amore,e fede,Che piu volte ho veduto datenere%za volere felicito foffe a dimandarui di fua mgratitudine perdono.
di certo io-ho, piu volte ancora veduto-radunati affai, e de molti cquaglieri,e, nebili[fini baroni al fecretoze firetto fin configlio,per volere il grande effercito:cotra divas mal: dic fpoflo menarlosE la, piu parte di cio mal estenti, pràgardor lo che tale mprefagghi lafci per altrui effempi.feguitare.E già fano fi in punto, e. fimuaghifi di valere con l’arme quanei voftri terreni e[fercikarfische fatica.all’Imperatore»fia di po terli da tal volere fe non per for%g leuarli,tt acciasbPeifka buenose ben: difpofio anima non fi poffa per. quefloso per ale srò.maculare, vuole che voftra firetta. fraternità, e-cordiale amnicitig,, per alcuno picciolo tempo occulta. fireggaE per pia frmeXza di voflra'éterna pace,e vera concàrdia,etigea cia che ogni voflro querfario fia a lui fimiimente inintico per debito conuienfi, piacende 4:voi quello,che piu tempo è a lui piaciuto, di voler dare per iftofa aSpeculo,che. è quini vna vofira figliuola,che de bellefze,e fima ogn’ altra del mondo ho vdito piu volte trapaffa.Et acciò che Speculo non: habbia con-lui a condolerfi cagione #’ alcuno mancamentoin.lei. fe gyitaffe ( che nol credo ) ha voluto che lui con noi inheme, con voi fiamo trattatori, imponendoci quella dota ; o.mero, che a tal dona,et.a fi alti fignori richiede col'tributo infieme vuole che fia liberamente male vofre mani rinieffe. Ricore dandoui che di tutto quello,che di ciò farete rimarrà facendo fiue il mio Signor contento,e dette tal parole fi tacque:quan. do il Soldano merauigliofo di quefto se da tenere%za quafi.. lagrimando,cofi diffe.Hora fe mai m'è flata la fortuna inimi. cazemo piu che l’ufato al prefente di me piatofa , di tutti i. miei affanni,cOtraria la riputo,Confiderad o ch'io.nò fappia. addimadare,anzi imaginare cofa che piu di quefta ne foffe. vi mondo gratiofa.a dire che vn fi alto e nobile fignore cera B illi
chi per piu-mio bene in fi baffa conditione ma appreffo-di lai Gepparentarfise non che: queflo che ine piu che tutto” moro caro.Ma.uolendo:me;ele:mie piu care cofe ad ogni pericolo fo cafo fottomettere,fon fempre-apparecchiato,comemirimò feruo,<5 obligheuole uufallo,et @ fuoi comandamenti obedià difpofio,eben conofeo inia figlinola effer a Speculo tanto ins degna,the non fpofa,ma fera a lui m'era'affai caro bonera | concednta,Ma confiderando Palto grado.in cui falir la ueg> gio.che fetutto”! ntio territoriv:feffe dato a lei; faria minima parte a riffetto a coluische fenTa parentela il'puo,come'fass propia cofa dominare;-E iittà uoltamnon facendo tato quano to il:fuo uolere richiede. in'parte debbe efJere per ifcufato fas rendo fecondo la poffibilità mio doueresEt accio che ‘per ale cuno mancamento;che in mia. figlinola foje nomuoglio che Speculofi poffa,ne d’altrui,ne di femedefimo condolerfi; mì piacesche:noi andiamo da lei di. ciò improueduta a uedere # delle fue uirtùzio non poffo fe non'in'parole,non tedendo uoî Peffetto accertarui . Auifandoui che fecondo il paefe powec riffimo di bei coftumize de nobiltà fi puote lei di belle%ze,e. . diuirtuofafama,0gn'altra donna di qua gloriarfe.E coft die cendo;in una fala :fece lei chiamando uenire . Laquale no altramente ch'a quella dea,che apparue al Paftor di Troia, quando bebbe da ui titulo deffer la piu bella, Il Soldano al:
ihora furridendo tal:parole moffe ad Vrbano mottigiando .diffe.O Speculo'io mi ‘credo,che tal mercantia dourebbe has er affai coneneuole (pafzo in la corte Romana,dite ne quel lo di cio ue he pare + Signore rifpofe Vrbano , a me ne pare
affai più che bene,e non che a Roma haueffé (pafzo,la doue fono infiniti comperatori di tale mercantia,ma in ogn’altra. parte del mondo,pottebbe p concorfo capere, Ma prima che.
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- ciò in dltrui perueniffe,mi sforzaria mettere Sufo quanto. per -mié aggiongere fipoteffe,tanto me pare,che în fi fatto merca to ftia bene il denaro, Piacque affai tate rifpofta ai Soldano, e prima che de quindi fe partijJero., prefente loro medefimi; | con la madre infieme, fecondo laloro vfenza lei fece ad Vr. bano hbonorewolmente if ofare,Credendo il padre la madre, e glidltri,e lei da Speculo dell'Imperatore effere fata iffofae ta,E molti giorni dapoi con lieta,e diletteuole fefla cotra vos | glia di Blanditio,e di fratelli quiui dimorarno,et baueria vo' dentiera il Soldano voluto fefteuolmente,come di la fi richiee de madare l’ultimo effetto del matrimoniale ‘amore ad effe cittione, fe né che Blanditio,ciò negando il pregaua,dictdo, chel fuo Signore diceua,che con gradiffimo trionfo pompos famente volea che tanta cofa a Roma fi palefa(fe.E quefla di letteuole fefta p fua vitima,e maggiore allegreZza nel viues re fio. ferbaua,ne ntai da fuoi comadamenti, fe non quanto, che voi comandafti vfcirei.Et egli rifofe,che n alcuno mo = do n6 volea,che cofa al mondo a lui piace[fe,fe nò quello pro pio,ché all'Imperatore fuo fignox piacea, © quato merebbe ad Vrbano il-parlare fofiflico di Planditio, e quato volontie — ra fefato foffelicito reprefo l’haueria argumentando nega- ua,dicendo,che non vedeua fen%a grandiffima reprerifione che Vrbano la fua difiata Lucretia poffeder al prefente po: teffe,della quale era già fi inuaghito, che d’ogn’altra cofa, che a lei pefando hauea ogni fuo penfiero rimoffo,e piu caro gliera,allbora potere un giorno dimorare con lei,che hauen do tutto’Ltheforo,che fu mai fotto”! Soldano in Babilonia cò+ pofto,Et vedendo che altro fare nò fi potea piu e piu volte fo licitaua Blanditio,che l'andata loro quato piu preflo potefe fe folicitaffe + Raccordandogliin quanti. pericoloft caft. fene
xd altri accidéti,che puo intrauenire dimorano.Ilqual vden do lui.infieme confratelli al Soldano andorno, dicendoli fe: condo il'curto termine dal fuo Signore piu volte affignatoli, che la feguente mattina erano de partirfe conla fua Lucres tia difpofli,A quelli in tal modo il Soldano fubita rifpofe,di= cendo.Io credeua. fatisfar.vna parte del debito de l’honore, fi come il mio fato richiede, Efra l'altre vna nane di donne nobile,e cauaglieri,e de molte altre cofe (pofareZze, fi come Pufanza di qua praticata a fimile atto richiede apparecehia re voleua.E fi come voi prima dicefte chel volere del Signo re voftro.e mio,era che per alcimo picciolo tempo noftra pa rentela,e vera amicitia,occulta fi reg ge[fè, E per tanto non veggio fenza a mi biafimo farlo pote(fr.E per quefto voglio che intal faceda il biafimo Phonore,e la vergogna fia fenza alcuno mio incarico invoi rimeffo,acciò ch'el mio Signore dî tutto quello che hauete da fua parte a me riportato non pofe famaidire,che io non ’habbia come fuo foggietto familiare obedito,E la dota, ey ogn’altra cola,che a ciò me debito -fes irezio ho lafciato nella mia dona di queflo mio liberamene
te il penfiero,laguale mi rendo certo farà fuo douere,È nò fa Ri tanto quato a fi alta,e nobile fignoria conienfi,gli po: trete da mia parte narrargli,che poco poi,che le cofe occul= te appalefate fieno,con ogni mia poffa m'ingegnaro in perfo na venire.a lui con tutto quello,che a mi poffrbile fia ad em& dare,et a fopplire ogni fallo,e macamento ch'io baueffe per
— mio poco fenno,e non per altro in ciò comeffo.Ma molto ca ro ame farebbe poffendo cò voffro honore alquato la vofira
° andatatardando indugiare,per fin chio poteffe all'Imperae tore.notificando,e de fingolare gratia addimandando,che p più henore,e contentamento de mi gli piacefe,che con Lus
cretia mia figlinola veni[}ero alcuni caugglieri, o altri mieì congianti;iquali fe fono già piu volte proferti bonorando fi: delmente accopagnarla,Et inquanto quelo a voi n6 parene do,come in l'altre cofe ancora in quefto fecondare voglio il piacere voflro,Signore di dare alla partenza nofira indugio piu volontiera af he voi non adimandate per piu vofiro piacere il farei.Ma-io nonveggio che fenza grandi[fima re: prenfione potere al prefente rimanere, faluo fe voi prendefli di ciò a ritenerue Pincarico,lagual cofa non credo ‘ Che has nendo voi infine ad bora fi cordialmente feguitato ogni cos mandamento , e piacere del mio Signore , che per l’auenire mon vogliate in'alcun modo effer cagione a conturbarlo. Era tanto colmo d’allegreZza il Soldano del grande parentado, e ditanto amore,e pace nella quale fi credea fi fermamente bauete flabelito,che ogn’altra cofa, poco o niente fol quella preZzaua,ne altra rifpofta fece fe non che obediffero il loro Signorese di quindi parti[fe,et ando alla fua donna dicendo» glitutto quello che Blanditio gli hauea detto , e del partire il termine curto,che in alcun modo con loro honore allonga= re non poteano. Aggiongendoli che tutto l’honore,e l’ajfan no di quello che a quefto apertiene liberamente gli daua, E che per quanto haueffe a caro la fua gratia,che di tutto quel lo,che a lei po(fibile. fo[je, facef}e per'modo,che l’Imperato= ve nel figliuolo baueffero cagione legitima a condolerfe . € quefto hguea in lei il Soldano commeffo, perche conofcena che naturalmente delle donne, è comune vitio effere auare» enoneffendo le cofe fi (plendidamente confignate fi pens fana fe effere in parte efcufato E queflo detto ritorno al fio pelafzo + Ilquale da quello della Reina non era lono tano » Ella per quefo che derto hauea il Soldano comprefe
quello,che in cio ferre douea,E futito madò per Vrbano,Blan ditio,e fratelli.Iquali col patrone infieme lietamentè-vi ven: nero,t9 quella honorandoli gratiofamente receuette;banene do già in lor prefentia cominciato in vna bariletta dd'afferta re de molte gi oie,oro;pietre,perle,e gemme ditanta -valuta che vna srandiffima citade , con troppo minore precio di quello farei potuto comprarla,E, Blanditio,e glialtri fuoi frac telli quafi niente altrone,che a quello theforo torceano gliocs chi loro parendo ben mill’anni di potere fra loro medefimi participando poffedere.e dall'altra parte Vrbaro la. fua La cretia,che era quiui con gliocchi,e con penfieri,poto tale the foro pre%zando n6 reflaua di mirarla,bora le belleZze, quan do i coffumi efaminando,e tanto l’amorofa mente in -quefto, ex in quello riuolgeua, che Blanditio piu volte temette , che fuori del propofito parlare fe medefmo obliarido non trafcor reffe.e la donna hauea le cofe affettate nella bariletta,e cone fitte,e inuiluppate in vno caffone,la doue afaiffimi drappi d’oro relucenti,<o' altri panni,o arnefi de Lucretia dentro ne era,Et ad Vrbano,to: a Blanditio affignatole,che all'Ime peratore l’affigna[ferose che come dota de Lucretia,fi come fuo volere gli piacca d’amminiflrare,E poi ad Vrbano Blan ditio,e fratelli, gli fece fecondo il loro grado ricchiffimi do- ‘ni + Et vitimamente al patrone della naue diedi vna trabacs ca, ouero padiglione , fi nobilmente teffuto,e lauorato , che - meZza della fua naue non faria per eflima,quanto quello va luto E poco dopo molti regratiamenti de receuuti doni , è prima che de quindi fe partiffero le gioie,caffe, valige,e mol ti altri arnefi fecero ftudiofamente a la nane portare.E già era la menfa de tuîte l'altre cofe alla-riane apparecchiate, e ‘folo per finimento di loro andata la delicata Lucretia afpete
. tauano;laguale il di feguente con la madre piangea pregan dola,che fi fortunatamente non la lafciaffe ad effcre,come co
* fadifperfamenata via,e che non fe conofiea de fi vile cone
ditiene ne fatto cofa per lequale ella merita(fe d’effere con tanta: fretta in pacfi frani,infra gente ignota nauigata, A laquale la dolorata madre con foftiri piangendo rifpofe,die cendo.O rariffima figliuola, e dame. piu che me medefima in effere tutto vero quello che parli,e dp uerisft hauera piu di me affai. pietade.Ghe: fenza, (feranza dipiyfigliuoli mifera fola,ex vecchiarimango,che di te gio ueniffuna,<g:.in alto grado falendo te fia.cagione per longo tempo,kietamente viuere;e gli anni miei iquali [peraua con teco gratiafamante allongare fe feurtanoseffendo latua-ane |. data di ciò principdli(fima cagione, Hora è pur piacciuto a] padre tua,».chetu.tene vadi;ne (pero giamai di reuederti, ma.confiderendo che quefta tal parten&a rifalta in lui,cx in ogn’altro fuo amico.tanto vtile pace tranquilitade, e chein parta.te.donerefli co meco infieme della mia mifera vita rac confolare,E fe.inte.0 figliuola mia è punto.rimafo alcuno ampre niaterno, quanto più poffo per quello ti prego ri piaca cia quefti mici vitimi comandamenti feguitare,-e primamen. tesche.te for%i con ogni folicitudine er ingegno di compia. cere hogoratamente.il tuo,e piu che padreze Signore di Roa ma imperiale 3 ancora t’ingegnardi con debita riuerentia iltuomarito feruendo fidelmente obedixe,e fopra tutto ti co= muidose prego che la tua bellefza bonefliffima reggere ti, piacciasperche ricordandoti quello piu che alcurt'altra cofa fuole e[Jere cagione intra moglie,e marito cOmettere patibu. lata vita,e tal volta,morte vituperofa fe n’acquifla,et ancos ra ricordandote te, priego fe mai alcun meffo del paefe di la.
“"perauentura dirinaffedi qua,te piaccia in'qualebetua tetra per e[fer tu lontana, fe‘punto di'mé te ricordì' mioftrarne . E perche il caminoè longosil'puefe è firanio,e di rado fi puote ‘maginare i cafi querfache la fertana p occulte. viè alli vinen ti apparechia,e p quéfto ho piu volte pifato,evoglio che opre Sla doe jgratiofe geme doriental colore, leguule fempre afeo* fo ho longhiffimo tempo pe riferbate;che nell'orfo della ta ‘cadida,et vitima vefta te piaccia reponédo gogernarle, che fono di tata,e tale valuta,ché quello 6 ne ‘phireftidimada re,che troppo maggiore prétio nò meritaffero El4pionane vdedo le tenerese cordiale parole della madieevdleia tito piangere pròta,ihe a-penia colfe tépo:di poté ‘alcimdperfet ta parola a perfettione codirre e coi piéiofi Sfofpini RA pen do dapoi ’orcultate geme con grande doglia,cofi Face riffima madre Panivofciofi,et affre peneschecotré tiio vole ie vi laftio,mi doglio dffai;e non già meno chie qritlo mifera inente porto.E tanto în nie pericolofa la vitarimané quanto fon piu tenera Biowune;é meno vfata a patire fravtordfitafi, Ma pure doue femipre ini trouo ninendosthi 5ferzarò fegnire tutto quello,ché per tanto mio honore a bene impoffo m'hae uete,Et intanto Vrbano,Blanditio,e glizltri fuoi vénero quis dii alla dna,laquale dapoi molti flrettise dolci abbracciamé ti fattogli 14 Vrbanò ligrimado affai pietofamente,e 1 dif? fesO cariffno figliuolo hora ueggio,chetu fe ne uaize teco te ne meni guélla,ché érà folo primo,eg: iftitmo conforto val'ui nere mio,ne piu fpero riuederla,laguale giano piu’poffo ha milmente r’adticomande,e si Signore tuo padre;teiil Solda no,e mi te piaccià'd’arricomandarmi; E poi Lucretia prefe, enelle mani d'Vrbano la'diedé,é poi Eweretia-con altre gen til'donne,con paffotento infino alla naue.la Spofa accompas
;gnando peruennero:ea' il Soldano fimilmente cor “aalquanti fuos baroni, e con la figlinola ragionando anifandola , è&° | ammonendola ancora ni ufne,e dipoi dicuno pietofo fofpirò Jagrimando fe dipartirno,e Lueretiajcon Blanditio bauevia
ni miei,e certo prima a terra difcefo non férò,che cori folicifi
palli,di Gioue,di Giunone,e di Rimineo'i foi benipni,e faò cri altai,con degne offerte da mifarano:vifitati,e ditintò ‘qganto bene me han fatto rengrattarli;Pho pure hora il mid “defto «Smeco,hor chi mi vieta ilfine di quello;che' piu oltra glimmantidi cercare defiderato) e quefte tali parole dicca «non-alrramente che fucea il Re Therfobanendo mnaue fecò Philomena , Blanditio e glalîribanediio gliocthi fuoi lle ‘gioie parendogli affai longotempa dé potere quelle ia. fio
tei su
vtile compartire,ga erano gidalloco giunti dalloro' patroz na dimoftrato,la doue prima configliati erano di mandare | loro male intendimento ad efacutione., che quafi a meXzo.il paregio di loro nauigare calarno le-vele;e fumaria le mae pigliando porto ad uno inbabitto feoglio,da.tutti ;generale mete nominato PIfola-difperfa.lagudle era de moltine dinerfi animali copiofa,e piu damordac 1,e famelichi Leoni,ched'al tri fi babitana,e quiui Vrbano,Lacretia,t Blanditiaze glivle tri con fefla lieta dimoftrarno., Et alquantonon molto dalla vina lontani,la ricca trahacca ul patcone.dondtain vao: pre tello in alto leyando diftendeano,e dentro, vue. lettà da farze ecortine acontigmente: fece appyretchigra,ciquini mevgign Foe benendase folloXzando marinare feamente fia giana: no,e. poi con:fuaui, pafli;e con alpefire note cdtando incomu cigeno a danzare «E: Blanditio a Luctetiariuolta pregandoe la,dife,che delfe principio a qualche fue canzone,aceiashe glialtri tutti feguendo non mancaffero. eo: ella quafi malineo nica, fi come fuffe del. futuro male inditina, e del: contrario infingendo con angelica voce altamente cantandocoft diffe. Qhime che .«aforza partir MALOnUlene 0 ano Rartir dal dolce loco e gire altr OUe-=c n ea re es Mifera quando,e.doue vi... ver ita Hyura conforto le dolente pene 0... ci.» Finita la fua canZonee molti odendo.il merauigliafo;e dol: ce<anto,la fusa canzone a feguitare tacettero.Et già ilrage gio del gran pianeta infamandole fue ruote per dare luogo lla poste piu che l'ufato calgua,guarido Blanditio ad Vada: 0 forridendo. parlaua dicendogli.Cgriffimo comefiglinola. Noi poffiamo per tua principaliffima cagione di:talodane «do gloriarci deffene,con teco infieme [enza alcun fufpetto I »è vicchiffimi
gicchiffimi diuenuti , do boramai è tempo che tu. incomincì ‘della defiata Lucretia 4 prendere frutto ‘E per lo meglio ‘abbiamo deliberato,che quefta notte nel padiglione gliulti mi piaceri d'amore nel (pofarez®o guftati,che vfcendo di te le penfiero fi vorrà con fecreto confeglio domane determi: nare m qual parte noi poffiamo piu fecuri ’acquiftato thefo ro fra noi compartendo.O quanto Vrbano di quefto piu che daltro lieto,e quanto volontiera.afcoltaua le parole falfe di Blanditio , che tanto vere credea.Alle quale effer fempre 4 fuoi piaceri apparechiato riffofe, E di tutto quello che ordie nana contentiffimo rimaneua,poi teneramente l'uno dall'al' tro accomiatandofi fi dipartirno.E Blanditio,e glialtri tutti | nellanaue P'affettarno, Et Vrbano conla fua Lucretia fotto il ricco padiglione nell’accortinato letto,lieti e gratiofi l'uno e l’altro intrarono,E la fua vecchia baila poco da loro lone tano,in uno canto del padiglione in fia vno picciolo letticele lo pofando fi dormia.Quando dapoi varii,e molti ragiona: menti,Blanditio col patrone parlando dicea,che al tutto per piu loro fegurtà, fingolare bene,che folo lui andaffe chetae mente nel padiglione,e nel primo fonno gli duo nouelli fpofi con l'antica baila,doueffè fen%a alcun romore de vita priva resaccioche le defiate loro facende,con meno pericolo reg? gere fi poteffero,E che efféndo loro morti il preciofotheforo potranno fenza fufpetto, fra di loro participando diuidere, Le parole de Blanditio piacquero affai al patrone,e fenza al cun (ofpetto,er e(fendo l’hora terminata prefevno pontuto coltello dall'una mano,e dalP'altravno torchietto accefo,e pia no attentamente,con vno folo compagno al padiglione per* uenne,e quello in alto leuando, pianamente al letto andaro* no,Et li duo delicati (pofi p loro ferifzare, 0 pure p Venere —_ Vrbano €
troppa fra loro faticata, Vide ignudi,ey li (coperti giacere, Et in quello che leuare in alto volea il coltello, Il patrone per ferire, fi come foffe dal voler diuino fpirato fi ritenne,mirah «dogli fi candidi,r fi veZzofi,e belli di pietà,0 da confeiene Za moffo,a drieto tornoffi,e nel vifo quafi turbato,a Blandie tio diffe.In alcun modo il coresouero l'animo non patiffe di foffrire de gli duo innocenti (pofi,che io fia di fi crudele, ‘abbominenole morte cagione,t9 controppo minore affane ‘no,e piu fecuro vi moftraro la loro morte,go mai di loro als ‘cun ricordo fera , Hor che bifogna fe non.che nui occulti de quiui fe dipartiamo,E loro con.la fue baila, prouegano all'in genio di Dedalo,o a gl’incanti de Medea rimanendo ey al «tro feampo alla loro mifera vita né conofco, perche io mi cre doyanzi certo fono,che duo giorni compiuti non fiano,che de fuperchia fame il (pirito mancando a loro fi moriranno , E forfe ancora non men tofto da qualche alpefira fiera diuoras ti feranno.E queflo tal configlio fra di loro molto efaminane do piacque,Et fenza in piu parole riuolgendofi dal pericoe lofo fcoglio,con la naue alquanto dilongatcfi.e col venta in poppa velliogiando con grandiffima.letitia,lafciando i duo Spofife partirono,E tanto velocemente nauigdrno,che in po chiffimi giorni forno in Francia,la doue Blanditio,e fratele li,bauena gia in Parigi nel core d’habitare determinato + E non molto poi Blanditio al patrone riuolto in tal maniera, — dicendogli parlaua,Noi fiamo boggimai siunti al loco le do ue la tua fraterna c6pagnia,e dureuole affanno tu fenti pres giose gniderdone,E prima voglio che tutti quefti arnefi, che - Jorno per Lucretia confignati,e non piu hoggimai bifogna= ranno.Come tua cofa propia liberamente conceduti te fiano, Et gli ricchi drappi doro,da maefirenole mani te(futi,tutti
pè thoi voglio fimilmente 3 E la merauigliofa nane,
.
‘rellaqual'baueui già con tua fatica,alcuna particella acquie Sata. Ancora te fia come gli arnefi,e drappi, tua propia lac
* friatasE poi il pregiato barile, fondando ne traffe tante gio
ie,oro,pietre,co' perle,che merauigliofe,co ineftimabile ric ‘chezZa era a vederle,ty alcuna di quelle gioie diede,ancos sa per la fua donna al patrone,Ilquale molto lieto di ciò ris
‘ gratiandoli a Genoa ritorno[fi,et a fuoi copagni de gli bau
ti arnefi,ne fece a loro participando dono,Et ordinato ogni fio fatto con la fua picciola famigliuola in Catalognia nauie go per piu fegurtà volfe li la fia vita fmire,et Blanditio,e fra telli a Parigi,con occulto théforo,e cò tutte Paltre cofe n'an
© darono per modo,che con tanto ordine reguldrno i fatti loro
che in pochiffimo tempo de molte,e grande poffe[fioni,et uil le,tombe,e caftella,de l’acquiftato,e mal tolto theforo coprar
‘noe già per tutte le parte circonuicine della loro ricchefz4,
e gran fapere la fama trafcorrea:non era ancora il giorno in tutto chiaro, quando con l'amata Lucretia Vrbano al fuono de tonanti mupgi feroci lioni, fe diffedarono, alquanto pî gri leuandofi alla riua del mare,con loro vecchia lieti perue nero,credendofi Blanditio,e glialtri tre,la lafciata loro nane
| ritrouare,et intrando alquanto intorno,ne vedendo,ne vden
do alcuno,e già dell'ingino accorgendofi,amaramite tutti 4 piangere cominciarno,dicendo Vrbano, O traditore Blane ditio,Hora glieffetti di tuoi tradimenti me fono palefi.O cru dele, e maluagio huomo, le tue falfitade hanno. graue dane no,ohime La conofco , O iniguoye maladetto buo:
| moznonte bifognane tante arte,con tanti falfi,e maefirenoe
li inganni a volere giongere la miagrande femplicità nella ‘ poca mia etade,O quato poco d'honore,e fama te ne feguita ie
dee
d’hauere ingannato per fare fi vilmente morire mi pouero- giouane,che di te fefidana,E fe quefto,o peggio per hauere anfieme confentito tanta iniquità meritaua,tu non doueui al meno effere quello a darne del tuo fello,e mio tal penitentia, E fe pure a te parea chio fo(fe di tanta miferabile morte des gno.La innocente giouane,e la n6 colpeyole vecchie doueg atanta crudeltà farte piu pietofo,E con quefle cor altre fimi li parole forte piangendo,e battendofi il vifo con le mani fe cofumaua,E da Paltra parte la dolorofa giouane maladicea il giorno ch'era nata, E dalla cotica i fuoi biondi capelli da mortale doglia conftretta laniando leuaua de l'ordine loro, El fuo pas candido vifo,e già pallidito diuenuto,con le propie onghie fanguinando rigaua + Ela vecchia baila per gran dolore tutta allentata piangendo , con voce rocca non reftaua de confortarla.Et in quefta amariffima vita tre gior ni,0 piu d’herbe folamente,e d'acqua falfa viffero.Ingegnan ? dofi cò la cocauate mano l’arida,e fecca bocca di tale acqua rifrefcado bagnarfi,E poco poi il dolente Vrbano fi pofe in fu Pherba verde,quafi piu di debeleZza,che d’altro a giace reE la fuîturata Lucretia difperata dogni fua falute effere da qualche fiera lacerata dejiderando,la morte bumilmente chiamaua. Nel modo che la paurofa Andromada, nella rina afpettando d’effere da belua diuorata,Quado Vrbano tutto tremante,e timido,verfo la fua Lucretia di fuori di la bocca appena tal parole fo(pinfe,dicendo.O gratiofa,et innocente gionane,a me ingrato,e nocente,contra di te,e di tuoi perdo na,che nel propio vero conofco la mia baffa coditione effere in fi vil flirpe notrita,Che io né ardifco in verfo di te p pofe feduto matrimonio leuare il vifa,e dite conefcendome la for tuna e[fer indegno,ha proueduto,come tu vedi,per feparars
» mi,é come cola ingiufta me ha recato a quello eftremo fine la ‘done couiené cia
| E per quefta cagione per la tua bumiltà (}ero che da te non
| mi fiainegato alcun perdono,ilquale diuoto,etr hbumilmente
cun venire,ma né fi miferamete ritrouarft.
ti domando delle molte,e graue offefesco de falfi,e trifii ine
: panni, de maluafe, e mortale mgiurie, che contra di tese
‘tutti li tuoi; ho per altrui configli animofamente operato + E timido,e vergognofo,auifandote che non dell'Imperatore fs :plinolo,ma d’uno vile,e poueriffimo bofliere e(fére mi trouo ‘da lui al m6do ingenerato,E tutto per dirubare il voftro the foro,con artificiato magifterio,come vedefli,ne conducemo, E quello fallo, peffimo Blanditio,con le fue lofenigheuole pa vole,me n'ha dato quella penitentia, che al fuo giudicio ho meritato,E tu card,e nobiliffima giouane,non degna di ciò, ne colpeuole d’alcuna cofati veggio per mia cagione , fico
: meioinfi peffima conditione capitata,E però di cio confef
fo,e contrito,priego caramente la tua manfuetudine fi degni ‘a me indegno render: perdono + e di parlare piu allbora ye non di fofpixi fi tacque,Quando la dolorofa Lucretia nò re* ftando di piangere con baf]a, e debile voce , appena vdita, cofi diffe. Ohime chel primo giorno conobbi,per l4 pouer4, e poca compagnia,effendo a tanto,e fi alto Signore difceuoe le quefto douere effere fotto falfe parole, qualche inganno na frofo + Ma io non ardiua a palefare quello che dentro il mi fero core andana per fuo furore male indininando, Ma ogni fafpetto annullai,Vedendoti folo gratiofo,e fignorile come parere;che l’afpetto della tua imagine penetrando nell’anie mo ciochetu effere al prefente m’affermi,non baueria lafcias to ne effetto matrimoniale di non effere tuaje per tanto tè perdono,come di cofa poco pre%zando,tante e tale ingiurie C iii
flimo . Che vedi che quefla è vna minima parte de noffri. guai appo qu-fta ingiuria mortale , che tu vedi vifibilmente con quanto dolore n°ha la fortuna apparecchiata,e già era a luno,e l’altro noiofo, per poco loro (pirito il parlare, e da federe appena lestatofi infieme nel padiglione intrarno,e di fopra il baffo letto pofarono i Rlachi membri ripofando 4 giae cere,dicendo,Che per non effere. preda, dopo ia loro morte d’alcuna beflia,o vecello,quisi di finire la loro dolorofa vite deliberarno.t9 erano quafi a ciò vicini,quando per auentue rayuna naue de leuante-caricazcon le (piegate vele,da faf= fianti uenti ne uenia.e quelli mirando,vidde nel dubitofo fto glio;il ricco padiglione, dalla longa diftefo, a quisi ciafeuno. firmato l'occhio d’ineftimabile merauiglia,non fapeano ,non che indouinare,ma imaginare,che cofa in alcuno modo effe re poteffe.perche a ciafcuno di loro era già noto,che per grà timefza delle mordaci,e pericolofe fiere , non che andarui, ma appreffarfi,ciafcuno timea,e con quefti tali penfieri dan darui,piu uolte il fi,el no,nella loro mente vacillando non fas peano che farfise pure infine, per uolere di quello,che era ac certarfi,da uolonta fofpinti w'andarono se di la naue al fcos glio,quafi tutti difcefero,e ratti.al padiglion andorno,e quel lo m alto leuando,vidde gli duo nouelli (pofi,quafi finiti,abe. bandonati giacere.E dal patrone piu d’una.volta chiamatoli appena gliocchi leuarono, E variando non poteano alcuna fua parola di qualche effetto,a perfettione condurre , Et in quello iftante furono dal patrone fuauemente alla naue, con. le quafi mente morta baila portati,<y a lato il foco,con pree tiofi liquori bagnati,e ftupiTzati,tanto che ribauuto quali il perduto cOforto,incominciarno con delicati,e rifloratiui con fetti,et antichi[fimi,e folenni vini,confortando a.riftorarlie
«dopo alquanto riwoltati al patrone di tanto bene regratian do dicea.Che loro e le fue cofe glierano in eterno otligati, E poffendoli alquanto di longe menare gli parea dogni los 50 pena effere in parte riflorati,Et il patrone parendogli ne Pafpetto loro di nobili affare,quaft tutto timido,e reuerente «quale foffe la cagione di tanto loro male,addimandogli, No indagiò atale dimanda, Lucretia la rifpofla,e per non mo= firare quello che era, cofi diffe,Veroè ch'el noftro. padre è "fiato longo tempo a feruici del Soldano , la doue con quefto mio fratello nati fiamo,E già era di la palefe per tutto l'odio fa,e mortal guerra, fra lui e l'Imperatore moltiplicata » e p timenze delle noftre cofe,e piu de noi medefmi.La maggior parte de quelle a Genoua, per piu fegurtà mandamo; to il ne firo padre già dal Soldano licentiato, gli fece prima che ce “partilfamo de molti arnefi, e gioie, ricchi[fimi doni, liguali fecondo gli effetti ch'io bo veduto forono d'ogni noflro ma le principaliffima cagione , Che in vno legno di Catelani, nelguale fidandone falimmo, per fine al deshabitato froglio nauigando dando cagione a rifrefcarne fcendemo.e la note te feguite nella forma,che ne ritrouafle fenta il caro padre, foli conla noftra baila ci lafciarenozin modo,che potemo di re che falo per vofira virtù,e gratia da morte a vita fufcitas. ti ne bauite,e driedo quefto da gran compaffione di fe meda fima,di nuouo cominciò amaramente a piagere,Et il pietofa patrone c6 larghe promef[ft,e dolce parole,s ingegnaua lei, «o li altri quanto piu poteano confortarli.eo fra di loro:di». ceano effere douea coffei il fiore delle belleXzese di coflumi di quante donne al mondo di vedere fe diè mai,e maledicen do laforX@set il potere di coloro,che di tanto loro male fono Prati cagione,ne fi crudele et afpra morte li fi potrebbe g ale. di ibn sbarre
w ge6b
cuno apparecchiare,che di peggio non i: con ques, fti tali,e molti ragionamenti al porto di Napoli peruennero, e prima che a terra difcendeffero la delicata Lucretia della fua focofaingiuria,e dalli gravi dolori alquanto impedita, c6 lieto rifo,e gratiofo,verfo al patrone riuolta moffotal par lare,Caro amico,e cordiale fratello del tuo piatofo foccorfa non quanto conuienfi,ma fecondo noftra poffibilità de te rie gratiamo ogn’hora, pregando Iddio ti renda per noi quans to tu vuoli degno merito,pregandote per quel dolce amore, co vera pietà ch'al duro foglio abbandonati ne moftrafti. Che ti piaccia riceuere da noi poueri il padiglione, ilgrale con tanto lieto animo,e liberal te doniamo,accio che ati fia della noftra miferia memorabile te/limonio, E quello odendo le parole della giouane, gli parue ancor piu che prima dos uere effere lei nobili[fima donna, e di merauigliofa fama , e dolce e foaue loquella,ai mondo difcefa,e tutto beniuolo,e re uerente dicea egli né meritare per fi picciola cofa fi alto do no,difdicendo quato piu puote di volerlo negana,Ma tanto fa da prieghi foleni di Lucretia coftretto,che dopo molte nes atione accettarlo conuEne,Et poco poi la donna Vrbano,e î vecchia baila in terra col patrone difcefero « Et alguanto accopagnatoli accomiatandofi uno dall'altro fi dipartirno, Il patrone alla neue tornatofi,prima il pregiato padiglione nella caffa faluando ripofe . poi ad ordinare de fearicare la grauofa naue,et altre fue facende mercadantefche effercitan dofi operaua,Et Vrbano,e la dina già haueano in vna pote ca de rigatierii fuoi viftofi,e colorati pani,m ofturi,e groffi tabarri cdinbiati, E poi come poueri peregrini verfo Roma prefero con fuaui paffi il loro camino,et in pochi giorni alla terra peruenero.Et Vrbano poi che détro furono, dritto con
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-« lafua Lucretia,e con la fidel natrite,all'albergo del vecchio
hoftieri,e credibile padre n’andarono.Ilguale quello n6 pia
| toflo veduto,ilriconobbe,dicendogli, Quale prefontione,o
ale (frenato tuo ardire t'ha moffo 4 venire con tale gente alla mie cafe,Che quando piu el tuo aiuto dibifogno m'era,e
| tucome maluagio e reo,fenta cercare comiato da meti par
tifti,Et hora come'huomo di te,o di tua fante,o poco,o niens te bifogno, voglio accommiatando te diparti,A P'alte e mia naccieuole parole di Phoflieri tutti quelli della cafa vi corfes ro, fra quali lemadre dP'Vrbano vi venne,E perche nella fel ua fi nottita,to' alleuata,Silueftra era nominata,laquale co me-vidde il figliuoto, fubito conoftiutolo, fi corfe 4d abbracs ciarlo, e mille dolci bafci,o piu,credo gli diede, lagrimande prima che da lui fe (piccaffe.e poi tutta pietofa, co bumile a Phoftiero riuolta,a cui pregollo,che folo per quella fera li pia ceffe con le doe done albergarlo,e poi el feguente prouedee rebbe alla vita loro,E da Lwrretia, e.da glialtri circoftanti era da folenni preghi l’hoftieri flimulato,Ne per preghi de la madre,ne parole della baila,ne pietà d9’Vrbano,o d'altra perfona hebbero forza di potere dal fuo duro, e pertinace proponimento rimutare , E Lucretia allhora con alto volto diffe.di troppo piu mortale ingiurie di quefte ce ha piu uols
- tefortuna apparecchiate,e fiamoci fin'hora qui viui da effa diuifi,e fimile penfando a te fenza tuo ricetto viuendo.refifle
re,E dopo tale parole con Vrbano Silueftra, eo'la baila fe? guitando fe dipartirno', Hora hauea quefta Silueftra madre d’Vrbano vna fua vicina a lei molto beniuola vedoua,antie case ricca,e l’una,e l’altra infieme amandofi.fi confidauano, e tutta pròta,e ficura,come duno medefimo corpo nate fufo
— feroacafadileiidifcacciati peregrini,con fatica conduffe»
ro.ty ella veg gendoli,e fapendo chi loro erano conlieto viz, fo.e gratiofa gli riceuette,e dapoi conuenenolmente bauens do loro dato mangiare, gli conduffe in vna buona,to' accon cia camera a dormire, Et Vrbano da graui,e malinconichi penfieri imaginando qual vita douea effere la fua, pare che tutta notte bor qua,hor la riuolgendofi, fenFa alcuno fonno trapaffa[fisey ricordandofi di Lucretia,parea che mirando= la a fuoi dolori alcuno refrigerio gli porgeffe + Alquale ella vedendo,cofi diffe,Dolce marito,to' a me piu caro,che tute to ilmondo,non fo fecorporale mfirmità,0 ‘patibulato enia m0,0 angofciofi penfieri,che piu quefta notte,che laltre ho: veduto te fenza fanno patibutando foffirare,e pertanto cos mofcere di quello che n°ha i cieli ordinato , o quelle checone fentimento de deflino non fi puote giamai per alcuno argue « mento hbumano,da tale volere difrorrere,non già per tua col: pa;anzi per diuino gindicio deflinato,O pure la nemica fora : tuna ha forfe voluto,che in ftrani paefi,e de molti pericoli in. torniata fia condwtta,E folo di letitia vno conforto merimas fo.ch'io me veggio contentif]ima piu di te,che Paltro effer mogliere,Et il primo giorno ch'io te vidi tutta a te me diedi con animo determinato d’effere tua.Benche habbi alcuna ca gione di dolerte,e maffimamente vederti,non che ad altri, ma daltuo vecchio padre refudato,E benche te paia graui, non è da confumarfe,come fai, Auifandoti con la gratia de Dio,e con l’antinedere della mia cara madre,nò credo delle- opportune cofe al viuer noftro infino alla terminata vecchiez za,me manchi giamai.Intanto che Lucretia quefte tale vile, e piaceuoli parole ad Vrbano dicena,lequale tutto lieto com diletto afcoltaua,e mentre che ’effetto di «pe nell'animo rie cogliendo andaua,il giorno apparuesE giàil viuo fole com
he
Lliardenti,e chiari raggi cominciauano per tutto a dimoflra re a viutti la luce loro.Onde coftretti da quello per forZa lee uwarno,et Vrbaro,la madre e Lucretia prefero la via verfo Campidoglio,et andarono al lato al gran palaZzo, la doue ricchi banchieri, nobili mercadanti dimorauano,E tutti,e la più parte la merauigliofa belle%za di Lucretia mirando lodesano,parendoli iflraniosche fotto fi vile capello, foffe fi gratiofo vifo,eo' angelico coperto.E lei bonefii[fima giona: ne bauea già in mano tratto l'una dell’occulte,e preciofe gè me fuoresleguale non prima da mercatanti,e Paltri perfete ti gioielieri vedutola,che di grandi(fima Valuta,e gliocchi di quella inuaghiti prezarno per modo,che ducati fettantamio lia,o piu da molti proferti gli fu.e fen%a altro confeglio libe rado la diede. Di quali dinari parte ne tolfese glialtri in dee pofito a loro lafciado li ferbaua,e di quindi partironfi alla la fciata cafa ritornonfi,e l’altro giorno venente, per mani de fenfali a ciò deputati vno nobile,e belli(fimo palaZzo né mol to da quello delPImperatore lontano coprarno,e de leti,e de cortine,e molti apparamenti;et altre cofe neceffarie alla cafa afJai atondeuolmente lo fornirno.Et e(fendo de fanti, fante» frhe,e famigli,e caualli, cittadinefeamente forniti de ricchi drappi,e fini(fimi panni,Lucretia,Vrbano,e la madre,e tuto ti glialtri, fecondo il grado loro [Flendidi[fimamente,Et has sendo hora ordinatamente ogni lor cofa Lucretia affai bes ne regulata ad Vrbano con lieto vifo pregandolo piacenola mente-diffe , che gli doueffe piacere per honore di lei,e piu alla nobilta di fuoi genitori hauere riguardo in modo alcue no non doueffe arte alcuna manuale effercitare,e che gliera affai piu che altro caro,che con glialtri baroni la corte impe riale doueffe famigliarmente feguire , Piacque ad Vrbano
le parole di Lucretia,e come quella diffî,cofi fece, non'mole ti giorni dapoi banendo udito l’Imperatore le dolce maniee re,e bei coflumi d’Vrbano, gli venne pofto gliocchi adoffo, contanto tenero amore,che mirandolo lagrimauayricordan dofi del fuo figliuolo Speculo,che pochi giorni anari era con amari[fima doglia del padre,di quefta uita palfato + e tanto quanto. piu Vrbano l'Imperatore mirana, tanto gli parena per Vera,e propia fimiglianza ilfuo figliuolo vedere,E per quefto,e per li fuoi cofiumi gentili, venne a lui in tantò ‘amo re,to gratia,che cofa alcuna non hauea fi cara,che negata lie l’haue(fe.E Lucretia da Paltra parte in vna camera fee ‘parata,bauea fatto acconciare fuoi artifici,in liquali ingee gnofamente teffendo,e lauorando con fua mano vno drappo d’oro,e di feta,con tanti ricchi,e preciofi lauori,che èra vna bellifima cofa a vedere+Et intanto che loro in-cotal uita dis moraro,auenne che vno giorno il patrone nominato Girars do;con alcuni fivoi compagni la naue lafciando,a Roma con lo fuo donato padiglione ne véne,con alcuni mercadanti mo firatoli,e fubito con loro il mercato di quello, che ne addis mandaua ottenne , < banendo delfo affai piu quantità de dinari,che non fe credea,tutto lieto con fuoi compagni alla rane tornoffi,liquali da Girardo d’hauere vna parte de tali dinari fra loro (perauano,e quelli come fua cofa appropias tafi di uolere dare loro alcuna cofa negaua,e per quefto egli Sdcgnofamente fe partirno,eo' all’efeguitore di Roma occuls tamente andarno,e poi per ferma promiffione,e affidati che forno differo,come Girardo hanea in Leuante piu volte con cofe nece[farie,tr arme nauigato,e quelle uendute, e barato tate con gli auerfarii del ui Imperatore,ilquale odendo fabito a Napoli Girardo fece prendere,ey a Roma ligate,
NI cen
5° ftretto condurlo,e la nauese Paltre cofe Fiabile,eo mobie le alla camera Imperiale fece confifcare.e da lui faputo fenz za tormento, tutto quefto effère uero, fin perpetua carcez re per fententia publica giudicato, Ogni giorno follicitaua l'Imperatore contra il Soldano il paffaggio,e tanti Baroni, Capitanei di gente d'armi , &; Ambafciatori a Roma cone correano,che appena dentro capire ui poteano,e la pauroe fase di ciò dolente Lucretia non fapea che farfi dubitando,e fra fe dicendo.Hora il termine curto,è preffo all'Imperatore palefe,io effere del Soldano figliuola, Ohime in quanta peffi ma uita trafcorfa mi ueggio, fe dime a qualche pietà amo< re ch’el porta ad Vrbano , non l’induceffe, ne deggio però ragionenolmete per colpenole Palcuna cofa effere punita.e non mi fento dee di tanti,e tali inganni contra il fuo vole: re operata,e forzarommi quanto piu potro d’effere a lui fal « mando il mio honore beniuola , e pochi giorni era,che delle delicate, &y odorifere uinande,che nel fuo paefe guftando s'adoperaua,non glie apprefentaffe e quello lieto di ciò ace cettando,e la fua di lodando,rigratiaua.e cofi continuan do,in poco tempo fornito el pregiato,ex ricco drappo. A lui
‘ da parte di lei,reuerentemente prefentollo , Ilquale come lo nidde di quello inuaghito,e come mirabile, diletteuolmente il miraua, lodando l’opera, e fottili,e reali lauori e(fere da fi maeftreuole mani compofti Hor mentre chel ftraccoreuol tempo pa[faua, di ciafcuno paefe all'Imperatore fottopofto» ogni giorno ambafciatori a[fai[fimi da parte de loro comuni apprefentando,obligando,e proferendo,contra il Soldano, 4 lui concorreano, E perauentura per piu fauii,e fufficienti, Blanditio,e fratelli, da parte del comune Parifino,a proferi re all'Imperatore mandati forno + E non molti giorni , che
Blanditio,e fratelli,cò alcuni altri mercadanti dinanzi al pe ‘lazo di Lucretia, quando in quella fattafi alla finefira tra= paffanano . e non prima vedutogli manifeftamente con vno combattiméto d'animo da lei conofciuti jurono.e fubito man dato per Vrbano diffe, come dauanti a loro palaTzo Blans | ditio,eglialtri trapaffando fenza e[fere da loro vedutisvedu ti bauena.e che per occulte vie v’ingegnaffe fapere la cagio ‘ne di la loro venuta.e quanto fof'e guini fua dimora con fol: licitae fecreta cura s'affottigliaffe di fapere , Alguale poco Spatio di tempo gli diede fortuna operata via,che ogni loro “affare verificamente feppe.E né che lui è Lucretia nom'flefe * fe molti giorni con affannati,e dubbiofi penfieri,per non fape “re prendere di cio partito alcuno ; che ion vedeano potere “de fuoi nemici vendicarfe fen%a effere lui,e Lucretia perito lofamente palefati ‘Ma vno'giorno pure reuedendo Lucres “tia,Blanditio per la terra a A diletto paffeggiando dipore taifi, e ricordandofi, e non fenza dolore lui effer fiato ca- gione d’alta,e ricca donna piccioliffima,e miferabile dinenu ta,e cofi tutta difdignofa,con voce rigida,e turbata verfo Vr bano lagrimando,dif}e «Sio doueffe con le mie proprie ‘mae ni della riceunta ingiuria difpofta fono contra Blanditio in tutto,0 in parte vendicarme,O quanto quefte tale parole ad Vrbano piacquero,dicendo a lei, Nobili[fima donna nel ves ro conofco,che tu hai legittima cagione di dolerti, è non fe | porria tanto verfoi noftri auerfarii incrudelire,che di trope pa maggiore punitione nonfoffero degni.Ma per dio retien ti di non volere tale propofito feguitare,e non volere fen%a alcuno vtile , &y bonore mettere noftra vita in abbandono. Tu fai quanto la nemica fortuna,n’è flata crudele,to' quanti cafi fortunati contra il fuo volere babbiamo trapaffati , 65
Br Ss pri, i
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- bora mi pare affai piu che ’ufato di noi diuenuta pietofa . e
conofci,e vedi in quanto amore,e gratia dell'Imperatore fas
liti famo, Adunque non volere effere tu fefJa cagione di tor
cene,e mettere a partito il pericolofo,e debile flato la doue -fiamosE Dio ueditore di tutte le cofe,e gouernatore del cies lo, e della terra, e come giufli[fimo giudice non creder tu,
che lafiimal fattori impuniti,e gli buoni non fiano remue nerati,ty adunque lafciamo loro a lui nelle fue mani fen%a
piu badarci, e lui come fapenole de noflri bifogni {fero, che recarà noi a buono, e difiato fine, Era contra Blanditio «in.Lucretia tanto accefo l’ardore della punitione, che poco, o niente fenza alcuno frutto ricoglieua dVrbano le paro: lean% riuolta 4 lui diffe + Se mai gratia alcuna ho verfo di te meritata, quanto piu poffo te prego, che con piu riuerene
“ti, bonefli modi,che tu faperai di gratia faigolare alPIms
peratore domanda,che per tuo amore,e mio, gli piaccia dis gnarfe cò alcuni fuoi baroni,e con litre ambaftiatori Parigi ni,de venire quefla feguete mattina,con noi domeflicamente
a definare , ne altro cerco fe non che loro vepgiano,che noi «ancora vini fiamo, e quanta gratia, amore,e fede ne porta | PImperatore , 5 quefto vedendo Blanditio , e fratelli, ne porteranno fi grauofa pena , eo intanto dubbio della loro
vita flaranno,che quafi me parerà d’effere in parte di tane ta ingiuria vendicata, Ma lei hauea nelPanimo dif}ofio, e firmato, che prima , che flare intanta dubbiofa vita, e ves deri fuoi auerfarii in tanta felicità alle fue {pefe trionfando gloriarfi, di metterfi a rito di morte per poter di loro fa: re vendetta, efecutione, Vrbano vdendo quello , che quella prima hauea detto , quello medefmo giorno prefe con l'Imperatore loco,e tempo,e con modi dolci reuerente®
mente da parte di Lucretia,a definare tutto lieto. per la fe. guente mattina inuitollo , Alquale egli effer apparecchiato ratiofamente rifpofe, E rapportato a Lucretia,cOtenti[}ima fi diede fubitamente,con gli fuoi familiari,to altre donne ad adornare camere, fale,e molte altre cofe ordinando,to effet tando s’ingegnaua di fer fi magnificamente quello che ata: leye fi fatto Signore meritenolmente conuienfi.E fimilmente tutte quelle cofe opportune a conuito,e bifognofe con ogni fo licita cura fforzandofi,che a terminata bora fo(fero la matti na abondeuolmente apperecchiate.e cofi l'altro giorno vee nente,Blanditio,e fratelli,con molti altri Baroni al palaZzo di Lucretia,con l’Imperatore per definare vennero, Ilquale dalla benigna,e gratiofa Lucretia, fu con letitia grandi[fima riceuuto,dicendogli,O fopra ogn’altro magnifico,e fingo: lar Signor mio.dapoi ch’el me per voi tanto,e tale bene con ceduto a dignarui,che mi,e la mia pouera cafa con la voftra magnificentia,e prefentia intendiati vifitare,e d’honore,e di fama,mi poffo di ciò, piu che altra gloriare,t hog gimai di me non potra feguire, fein contrarii effetti 4 miei defii,che a.ciò penfando contentiffima rimanga , e fe le cofe non fono cofi imperialmente ordinate,quanto al voftro alto,e gratio fo animo conuienfe,piacciaue lranerme in parte per efcufata, che fapete che comunamente le donne fono la piu parte di poco,e vilifimo animo dotate , Allaquale quello rifpofe,che cio in lei non parea,e quello che fo(fe per lei ordinato nò pos tea alcuno mancamento d’honore feguitare,e fe pure in ciò mancaffe,ch'io nol credo,non pene fi grande,che folo con la voftra prefenza ion foffe annullando fispplito, e con quefte , eo altre fimile parole,e dopo data l’acqua alle mani,e prima l'Imperatore ad vna taxoletta folo volfe , che i Lucretia
° Lucretia appreffo a lui fedendo mangiaffi,e-glialtri tutti a Paltre tauole,fecondo loro conditione,ordinatamente mef]t, e quafi parea 4 Blanditio, fi come lui fognaffe Vrbano,e Lu | eretia riconofcere.Ma non che lui credeffe effere da loro rie conofciuti.E con quefli duri;e noceuoli penfieri,poco 0 nifte mangiando (o(iraua,e già da paura impedito,miraua i fra telli,che erano da tali,e fi dolorofi penfieri fimilmente affalie si,O quanto loro volontiera, fe potuto haueffero accociamen te fi farebbeno fenza licentia allbora traffugati.Dall'altro la to l'Imperatore mangiado penfaua l’infinita bellefza di Lu cretia,e li bellise diletteuoli modi,e reali,ty angelici coflue mi,e la dolce,e fodue loquella,con mille altre virtù,che vnita mente in efa poffedenano.E fra fe fle[fo efaminando particu bermente dicea non douere effere coflei altra che di nobile, e gentile fangue difcefa,E finito loro mangiare,ca abbattuto | storno tatte le tauole,riuolto a Lucretia in tal modo parlan do diffe.Eglié piu giorni cariffima donna,che molto da mols ti accertandomi della voflra veloci[fima fema,e delle fingo? lar virtù manualmete operate,Et hora veggio,e conofco voi effere di troppa piu laude degna,che non flimaua allbora il . mio imaginare; fi come i veri effetti apertamente al prefen te La che a lui farebbe caro. di fapere,donde.e di cui nata fo(fe,e fimilmente d'Vrbano la fua generatione fas pendola gli chiari[]i.Auifandoli che loro primi,e glialtri pas. | renti,infino al ter%o grado felicemente ol gradirli,, Laquale ciò odendo difubito difubito da federe leuatafi,e da, mante a lui ingenocchioni poftafi, tutta tremante con molte. lagrime il fuo parlare moffo,dicendo,prima che ad altre pa role Sig ii di fingolare gratia,per uera promiffio . ne la fua fede,che d'ogni cofa che contra di lui,e del fuo Im È (0 Vrbano Du_O@-
perio per lei,o per Vrbano operata fo(fe, gli.concede(fe libe *
ramente perdono,e che odendo il fine (i penfana,che in pare te‘il meritaua, e egli a lei piu volte dettogli fe.leuaffe,e nol facedo per mani la prefeye di terra,in piedi leuatola,con lie to vifo, forridendo ri(pofe, Che wmaginare non fapea cofà al. mondo tanto graue,che poteffe hauere forza de cambiare lo amore,e la fede,che hauea mloro teneramente pofto,e che la promeffa fede gli daua,E fe dell’Imperio,non.che ad altro fe fifro ngegnati di cacciarlo,fenza alcuna eccettione libe samente gli perdonaua,ella allora alquanto rafficurata con piu lieto vifo altamente diffe.Si come Blanditio,e fratelli baz steuano Vrbano'in Lewante al Soldano per Speculo condute to,e come era dilei padre,<y i modi,ela maniera,e come p inganni fu da Vrbano i[tofata,e del rapito theforo, e come fu lafciata,e la cagione del fcampo,tutto a punto ordinata: mente raccotogli,Lo Imperatore vdendo gli parea quafi foc guiare,e tutto. flupefatto di quello che lei dicea , a Blanditio. fe ciò fu[fe vero addimandollo.Ilquale confelfatoli addimans
dasa perdono.Niente a lui valfe,che con fratelli furiofamen
te furono prefi,to' m quella propia prigione,oue era Girars do incarcerato mef]i. de firanio cafo,e nuouo accidente era forte fra lui fleffo l'Imperatore conturbato,e vari penfieri contra la donna,t Vrbano,tallbora la mente tempeftando vacillando andaua,Ma era tanto il beniuolo , e tenero amo: re,che ad Vrbano per fimiglianFa di Speculo portaua, Che in ver di lui non potea im modo alcuno incrudelire.E de Lue cretia fimilmente conofcendo lei non colpenole,er alla pro melfa fede,e le fue virtù nobile,e bei coftumi,l’baueua fi mua
gbito,che d’uno perfetto,e buono amore,piu che alcun’altra: honoratamente amaug;e prefente Vrbano tal parole mouen.
Aha.
°. doglidiffe.Gara giouane mi graua,e dole affai,che del Sole
«dano prcipale mio inimico;che tu di lui fei figliuola ingee ‘nerata,confiderando la mortale guerrael grande effircito, contro di lui apparecchiato,per l’odio,e mal volere,che mol ti anni ragioneuolmente gli bo portato,e di portare interre do; e fi come auerfario d'ogni mio bene, & honore cercato ‘vendicarmi.E tu con lo tuo Vrbano potete fecuri,e fenza fee ettonella mia terra dimorare.e voglio di piu flretti,e cari amici che babbia,nel numero loro fiati confrgrrati,e feguene «do di bene in meglio,vi farò.bonoratamente in alto grado fe liciffimi farese fe Vrbano foffe padre,o fratelli, 0 altri cò gionti vini rimaft,piacciate dirlomizaccioche piu voftro hoe nore io poffa a loro difetti, o mancamenti fupplire, Vrbano cò gliocchi a terra vergognofo,diffe Peffere figlivolo Puno hoftiero di baffa coriditione;e vilmenté mato,Non lafciò Im peratore per quefto,che non mandaffe a dire per vno fuo fas miliare all'hoftiero,che a lui veniffe.E mentre che quefte tal cofe feguiuano, lo:imearcerato Girardo , ordinatamente da Blanditio feppe la cagione di la loro prefurase quanto amo» re alla donna l'Imperatore portaua.E quefto odendo lieto di talnouella,per vno fecreto meffo fece loro & fapere,che vnò fiato longamente in pregione,duna cola occulta dei Solda* no era bifogno di palefarla,E quefto odendo loro il fece fotto buona guardia venire. come Lucretiail vidde,boneftamen te-quafi lagrimofa di lui pietofa abbracciolio,e della cagione d'effere fi.miferamente accapitato gliaddimandaua. e quel: lo preferite l'Imperatore come,e perche era flato da fuo cés pugni acenfatosin queflo piangendo gli narrana,E già haa nea da Lucretia l'Imperatore faputo fi come Girardo era fta #0 cagione di loro fcampo,quando furno nel foglio de Blan | D iî
ditiò lafriati,Ilquale con gli fratelli già da quattro canallile *
toro membra dinidere fe douea, fe nò che Lucretia di gratia volfe che la loro mifera,e vile vita,in perpetua carcere, per meno crudeltà finiffe,Et efendo già dall'Imperatore c6 mole te careZze Girardo liberato, gionfe fu la fala tutto timido,e paurofoil vecchio hoftiero,alquale l'Imperatore diffe, che p ‘honore di Lucretia,e dVrbano fuo figliolo il.viliffimo fi meftiere abbandonaffe.E che à ciò prowederia con meno fati ca,e piu vtile appreffo Vrbano,per modo ch’el poterà hono reuolmente gouernarfe, Alquale tutto tremante tl vecchio ho fliero rifpofe,che m tuito i termini di fua vita figliuolo alcus nonon bebbe maiMa. come propio figliolo, per fin da pice ciolò Vrbano allenato haued,e per ri(petto d'una fua madre che &bonore,e di fama ricomperare non fi. potria «E quefto odendo Lucretia,to Vrbano fi fecero di ciò grandi(fima am miratione, fi cone quelli che fe credeuano.che li fuffe il pax dre,E l'Imperatore ad Vrbano giàriuolto diffe, fe lui © Luò cretia fapeffero fe morto,o vino foffesdi cui nato era il padre gli dimoftraffe, Alquale Vrbano ancora flipefatto diffe,che altro padre,che lhofliero non conofcease che fine a:l’ultimo del fuo parlare, fi credeua e[fer nò d’altrui,ma di lui figlivo
lo.E che la madre,gli banca p fuo vero padre l'bofliero cos
fegnato,parendo alquato quefto all'Imperatore flranio, pre: gollo che lei faceffe per chiare%za di.ciò amante venire, lac quale di quindi poco lontano,con’antica baila,a hi domes Hlicamente vennesEra quefta Silueflra madre:d'Vrbano gio ueniffima donna,e di tante belle%ze;e laudeuoli coftumi 1a tata,che non oftante che la fo[fe in felua notrita,in ogni rilea mato locò potea capire,E rewerentemente dananti a lui inge.
nocchista con gliocchi baffi, e vergogrofa; addimandogii
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* quello,che alei faa nobile,er eccelfa Signoria dimandana,
Et egli bauendola già fatta leuare diNle,che per alcuno mo: do per lei il vero di quello,che addimaridaua negato gli fofe fest fe Vrbano era propio figliuolè legittimamente di lei in generato,e'di cuize doue il padre fofes gli piaceffe di nare rargli, Allbora con dolce,e foaue loquela,con grade riueren tia timida refpofe. Che effendo vno giorno fuori di Roma, frale felue in vna picciola cafa rimafa , 69 afpettando io la
‘mia cara madre, furiofamente quiui fopra fera verme wn bel liffimo giouane,con vna tefta di Cinghiale,al mio parere da.
lui poco auanti morto,E fe le fue parole non mentino piu vol te m'affermo egli effer principale prosifionato de quelli;che nella vofira corte diniorano,.e con lofenzhenole parole fotto nome di masrimonio,voleuada mi quello,che piu che la mor
* te negana,E per né volere effare piu feco a paragoni, di fo
ri della mia picciola cafa fuggendo me prefe.e per forza la mia verginità fu da lui rapinofamite violata,per modo che Vrbano di lui,e di me c6tra mia voglia ingenerato nacque»
E cofi dicendo Silueftra qeftetal parole «L'Imperatore di tenereZzalagrimando mirana lei nel vifo,E per effere anco ra.piu certo di quello;che certiffimo era, Addimandogli fep amore,o per pretkio alcuno;dono da lui ricenuto baneffe,La - quale rifpofe de fan di borfa tratto:il earo,e ricco anello a le.
donatoyet it luiin. Mano riserentemena to ripofe,Ilquale no . prima veduto lo riconobbe,E con l’aperte braccia, boneSta<
mente ad abbracciare la corfe dicendogli, Fideliffima dona, Io fon quello,che per fuperchio amore contratua voglia fee guitti itniio difio.exhora è il tempo Beffere Pogni tua fati ca remunerata; e dili tua verginità dami tSmaculata,e di
— latualonga,e paffionatavitaEteffendoiò Pato cagione di
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ciò voglio effer quello,che gratia,e degno merito honorata: mente.ti renda,E detto le parole in prefentia d’affaiffimi ba roni,e cauaglieri,con quello memorabile anello dP’oro,d’amo re teftimonio lietamente (pofolla.E per fua legittima,e cara donna lei già Imperatrice diuenuta riceuette,E poi il fuo Vr bano abbracciando,e ftringendo,non fi ftiaua mirarlo.E la fua Lucretia, come cariffima nora bonoraua , Et al vecchio boftiero,e Girardo patrone fu fenza niuno manco 4 lui ogni fua cofareftituita,eo a ’unoeo a l’altro fi fatta prouifione confignata,che per fuperchia ricche%za in pochiffimo teme po il loro miftieri abbadonarno.e Blanditio,e fratelli, dapoi 4 loro mal guadagnata,e pduta ricchezza, nella chiufa pres gionescon peffima,e miferabile vita confumarno glianni los ro,E l'Imperatore con Silueflra Imperatrice,e con Vrbano, e Lucretia,conla fua Baila,e glialtri,al fuo reale palaXzo, — confeSta grandi[fima andarono,tenendo bandita corte lone gbiffimo (patio ditempo abodeuolmente fefleg giorno,e gia | pertuttoil fo imperio hauea fatto notificare , che ciafcuno
— Parmeriponendo ne i loro paefi fe ritorna[fero, Auifandogli che con fretta amicitia,ty vero parentado col Soldano has uea fatta vera concordia,e pace,E per quefta cotel forma lo Imperatore, Vrbono,Lucretia,e Silueftra Imperatrice, per fe e tutti infieme dominando lietamente finirono,a l’ultima vee chiefza glianni loroycon amore diletto pace,e' tranquillità,
fall BENE ui Stampatain Vinegia per Bartolomnio da Lodrone
detto l’Imperadore,e Francefco Venetiano.
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